N. 6/12 novembre-dicembre 2011

Sommario.

 Procuratevi buone feste
di Vincenzo Marras

Di decennio in decennio
di Giovanni Battista Perego

  Il cambio delle stagioni
di Beatrice Immediata

 La venerazione delle reliquie
di José Antonio Péres

Sognare i sogni di Dio
di Mauro Ferrero

 Nel solco della pedagogia della pace
di Anna Pappalardo

La Parola di Dio opera meraviglie
di Mercedes Mastrostefano

Poveri anche di diritti
di Angelo Montonati

  Pisa Book Festival   
di Claudia Camicia

 Modelli di comunicazione interculturale
di Anita Leonetti

 La fede oltre la storia
di Sandro De Bonis

 "Famiglia Cristiana" compie 80 anni
di Livia Bianconi

 La Famiglia Paolina nel mondo
a cura della Redazione

 Novità multimediali
a cura della Redazione

 Preghiamo per...

 Il Patto
a cura di Paolo Lanzoni

 Direttore spirituale in Seminario
di Mercedes Mastrostefano

Cooperatore Paolino n. 6/12 novembre-dicembre 2011

 ATTUALITĄ - POVERTÀ ED ESCLUSIONE SOCIALE

 di ANGELO MONTONATI

POVERI ANCHE DI DIRITTI

Secondo i dati Istat un quarto degli italiani rischia la povertà. Per la Caritas la situazione è anche peggio, i nuovi poveri aumentano e tra i più colpiti sono i giovani e le famiglie.

I numeri valgono spesso più delle chiacchiere, soprattutto se espressi da fonti serie e qualificate. E allora sentiamo che cosa ci dice l'ISTAT, l'Istituto centrale di statistica che provvede alla compilazione e alla pubblicazione delle statistiche generali e speciali sui diversi aspetti della vita economica e sociale del Paese.

Tra il 2009 e il 2010 sono stati quantificati in 8 milioni e 272mila gli italiani che vivono in situazione di povertà relativa, pari al 13,8% dell'intera popolazione. Il dato è contenuto nel Rapporto 2011 (il nono della serie) su "Povertà ed esclusione sociale in Italia" che è stato presentato dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Zancan il 17 ottobre scorso, giornata che l'Onu ha dedicato in tutto il mondo alla povertà, e alla quale la nostra grande stampa non ha dato importanza.

Il Rapporto, dal titolo emblematico "Poveri di diritti", ci dice che c'è un peggioramento rispetto all'anno precedente: in dodici mesi i poveri sono infatti aumentati di 462mila unità. E si pensa, visto l'andamento attuale, che i dati riguardanti il 2011 (li conosceremo solo fra qualche mese) saranno ancora peggiori.

Anziani parcheggiati sulle panchine.

Anziani parcheggiati sulle panchine.

La fantasia della carità

Ma, al di là delle cifre Istat, parlano ancor più chiaramente al riguardo i dati forniti dalle Caritas, che fotografano realisticamente la situazione delle varie regioni italiane: le organizzazioni caritative diocesane, il cui impegno si è moltiplicato negli ultimi tre anni grazie soprattutto alla generosa risposta dei fedeli, continuano a registrare un aumento costante delle persone che si presentano ai Centri di Ascolto e per usufruire dei servizi da esse promossi: negli ultimi quattro anni, il loro numero è cresciuto del 19,8%, mentre quasi il 70% proviene dal Mezzogiorno d'Italia.

Un esempio significativo ci è offerto dalle tradizionali mense per i poveri. Nel maggio scorso erano ben 449 quelle gestite dalle Caritas: 164 attive al Nord, 119 al Sud, 108 al Centro, 58 nelle isole. Da notare che solo in minima parte (meno di due su dieci) sono co-finanziate dal sistema pubblico di welfare. L'onere maggiore se lo addossa proprio quella Chiesa che ancora certa stampa laicista male informata addita alla pubblica opinione come fruitrice di privilegi ingiusti: in totale, nel 1009 le Caritas hanno erogato circa 6 milioni di pasti, in media 16mila al giorno, grazie alla collaborazione di 22mila persone, per il 94% volontari.

Ancora: i servizi di erogazione dei beni primari (guardaroba e pacchi viveri) per contrastare la povertà sono stati 2.905. Non bisogna poi dimenticare le nuove iniziative attivate per far fronte all'emergenza della crisi ricorrendo al Fondo di solidarietà creato da 131 diocesi (nel 2010 erano 108): si tratta di microcredito socio- assistenziale, di botteghe solidali o carte magnetiche di spesa, di sportelli di inserimento lavorativo e di progetti di sostegno al disagio abitativo, quest'ultimo aumentato del 23,6%. Non entriamo nei particolari, questo può bastare a dare un'idea della fantasia della carità, che non conosce soste.

Una mensa affollata della Caritas.

Una mensa affollata della Caritas.

I più colpiti: giovani e famiglie

Dal citato Rapporto emergono conferme drammatiche di situazioni legate alla grave crisi che la nostra economia sta attraversando: innanzitutto le famiglie e giovani sono i più colpiti: famiglie numerose con cinque o più componenti, ma in particolare i nuclei del Sud d'Italia con tre o più figli minori, passati dal 36% al 47%.

Ma la povertà è aumentata anche tra famiglie "insospettabili" che hanno come persona di riferimento un lavoratore autonomo (dal 6,2% al 7,8%) o con un titolo di studio medio-alto (dal 4,8% al 5,6%). Per queste ultime è aumentata addirittura la povertà assoluta, passando dall'1,7% al 2,1%. "È indubbio, – ha detto fra l'altro il Direttore della Caritas Italiana mons. Vittorio Nozza, – che i giovani hanno pagato in misura più elevata la crisi. Nella prospettiva di lungo periodo, italiana ed europea, le vulnerabilità dei giovani, unitamente ad alcune lentezze storiche, stanno frenando lo slancio dell'Italia verso il futuro, rischiando di determinare un ritardo con forti ripercussioni intergenerazionali".

Difatti, sempre secondo il Rapporto, "solo un terzo dei giovani migliora la propria condizione sociale rispetto a quella dei genitori; più della metà di essi rimane ancorata al ceto sociale di provenienza ed una parte è costretta a scendere ad un gradino di benessere inferiore a quello dei propri genitori". Fenomeno, questo, che non si era mai verificato nel nostro Paese prima d'ora, e che rischia di intaccare il capitale di fiducia necessario a garantire sviluppo e promozione sociale nel tempo. Al riguardo, il Rapporto precisa che le povertà giovanili sono la vera emergenza degli ultimi tempi: infatti, il 20% delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto in Italia hanno meno di 35 anni!

Il direttore della Fondazione Zancan, Tiziano Vecchiato, nel commentare i dati, ha affermato: "Stiamo costruendo i poveri del futuro con questi giovani che non avranno pensioni decenti". Dal canto suo, il Presidente della Fondazione, mons. Giuseppe Pasini, ha aggiunto che "è peggiorata la sorte dei precari, soprattutto giovani, perché crescono i lavoratori atipici con una retribuzione media mensile netta di 336 euro. E quale futuro pensionistico avranno questi giovani? Anziché ridurre il numero dei 'già poveri', stiamo accrescendo i poveri del futuro". Il quadro si completa con altre due categorie sulle quali ha infierito la crisi: i disabili e i migranti. Nello scorso anno, solo 20.830 disabili (su 83mila che ne avevano fatto richiesta) hanno trovato un lavoro, mentre i migranti, oltre ai problemi abitativi, devono superare gli ostacoli legati alla loro condizione giuridica (molti sono clandestini) e alle difficoltà con la lingua italiana.

Benedetto XVI in visita alla mensa di S. Egidio in occasione del Natale 2009.

Benedetto XVI in visita alla mensa di S. Egidio in occasione del Natale 2009.

Cambiare lo stile di vita

C'è da augurarsi che chi ci governa trovi il modo di migliorare la situazione. Ma qualcosa dobbiamo fare anche noi. Al riguardo, un rilievo interessante ha fatto il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Mariano Crociata: "Anche lo stile di vita – ha osservato - può divenire causa di povertà perché molte situazioni di indebitamento e indigenza derivano dall'incapacità di gestire in modo adeguato i consumi, in rapporto alla effettiva disponibilità economica".

In altre parole, troppi consumi finiscono per impoverire anche quelli che potrebbero arrivare tranquillamente alla fine del mese. Sono tante le spese superflue che si possono ridurre, il farne a meno non solo non ci danneggia, ma ci aiuta a sentirci meno poveri, ci fa capire quali sono le cose veramente essenziali e necessarie alla nostra vita. Provare per credere.

Angelo Montonati