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n. 3 MAGGIO-GIUGNO 2010 EDITORIALE SERVIZI
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EDITORIALE Un capitale umano da valorizzare La Direzione Di
fronte all’evidenza che i figli costano, sono decisamente irrisori gli
interventi di sostegno da parte della società. In tal modo la nascita
del figlio genera un deciso peggioramento nelle condizioni di vita e di
reddito della famiglia, solo marginalmente compensato da sostegni
economici. Le recenti tensioni generate dalla crisi finanziaria ed economica tuttora in corso hanno riportato una nuova attenzione agli aspetti economici della vita familiare, che generano forti tensioni, disagi, fragilità relazionali e rischio di povertà, oltre che grandi resistenze nel progettare la vita familiare e la scelta di generare un figlio: troppa incertezza sul futuro immediato, troppa precarietà per i giovani, troppo disinteresse, nel contesto sociale, nei confronti di chi accetta la sfida della generatività, di chi accetta il "rischio di avere un figlio". Non che i soldi siano la risorsa fondamentale della famiglia, nei pensieri delle giovani coppie del nostro Paese; sono ben consapevoli che per fare famiglia conta soprattutto la qualità della relazione, la possibilità di un progetto, la scelta della persona giusta... Ma certamente l’incertezza economica e i costi del "fare famiglia" contribuiscono non poco alla crescente diminuzione dei matrimoni e alla permanente ridotta natalità del nostro Paese. Per questo il Rapporto Cisf 2009 affronta direttamente il tema con un’espressione provocatoria, "il costo dei figli", sottolineando in tal modo che la scelta di generare un figlio ha ovvie ripercussioni sul reddito disponibile della famiglia, ma anche evidenziando che i figli <<non sono un costo, ma un bene meritorio>>. Nei dati del Rapporto viene infatti ben documentato che, di fronte all’evidenza che i figli costano, sono decisamente irrisori gli interventi di sostegno da parte della società. In tal modo la nascita del figlio genera un deciso peggioramento nelle condizioni di vita e di reddito della famiglia, solo marginalmente compensato da sostegni economici (detrazioni, assegni familiari...) sempre meno consistenti e con sempre meno destinatari. Così, una famiglia con tre figli ha il doppio di probabilità di essere povera rispetto ad una famiglia con un solo figlio, e oltre il 40% delle famiglie con tre o più figli vive con redditi sotto la linea di povertà. I figli sono, così, a carico pressoché esclusivo dei genitori e delle famiglie, mentre rimane molto scarso il sostegno pubblico per le nuove generazioni nonostante queste ultime siano la prima ed insostituibile risorsa di un Paese. Il nuovo capitale umano costituito dai più giovani va protetto e valorizzato con interventi che devono essere considerati investimenti, e non costi sociali o spese improduttive. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale, che in altre nazioni è stata affrontata tempestivamente e con lungimiranza; oggi la Francia spende il 2,5% del Pil per famiglia e minori, la Germania spende il 3,2%, mentre l’Italia presenta un misero 1,2%; quando, finalmente, vedremo il lancio di un nuovo Piano Marshall per la famiglia? Ne va del futuro delle nostre famiglie e del nostro Paese. La direzione |
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