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Gazzetta d'Alba, n. 30 del 27 luglio 2010

n. 30 del 27-7-2010
Questa settimana
scelti per voi...

L’esercito dei rassegnati
di MATTEO VIBERTI

Buoni frutti da Zavi
di
CRISTINA BORGOGNO

Ancora cassa integrazione alla Graziano?
di VALTER MANZONE

Don Gianolio «Una guida»
di ENRICO FONTE

Scontrino obbligatorio
di ALESSIO BOTTIGLIERO

Sull’Acna niente "sconti"
di CORRADO OLOCCO

Ultime fatiche di casa Pina
di MATTEO VIBERTI

Le barbatelle del carcere
di CORRADO OLOCCO

Turismo d’élite
di M.G.O.

Abet: chiude un inceneritore
di DIEGO LANZARDO

Progetto per rifare il ponte

La 231 riapre tra 10 giorni

La guerra di Adolfo
di MAURIZIO BONGIOANNI

 


 

SOMMARIVA PERNO - Le organizzazioni sindacali premono perché si adottino i "contratti di solidarietà". Il fatturato dell’azienda cresce del 10%

Ancora cassa integrazione alla Graziano?

di VALTER MANZONE
  

 

«Nel breve periodo lo scenario che si prospetta ai dipendenti è ancora a tinte fosche». Così la presidente Gianna Gancia dopo aver concluso mercoledì 21 luglio l’incontro al Ministero dello sviluppo economico sulla crisi aziendale del gruppo Oerlikon Graziano, che in provincia ha gli stabilimenti di Sommariva Perno, Cervere e Garessio. In questa sede l’azienda ha diffuso le proiezioni sul fatturato 2010, che fanno segnare un incremento del 10% (per un totale di oltre 300 milioni di euro per gli otto stabilimenti in Italia), che le maestranze hanno però detto non essere sufficiente a recuperare i volumi antecrisi, visto che nel 2008 il fatturato era stato di 505 milioni.

Ancora la presidente Gianna Gancia: «Dopo la debole risalita nell’anno in corso, parrebbe dunque profilarsi una stabilizzazione dei mercati proprio nel 2011». Tuttavia, i responsabili del gruppo rimarcano come «i segnali positivi, per adesso, arrivino unicamente dai mercati di Brasile, Cina e India; purtroppo meno dall’Europa e dagli Stati Uniti».

I dipendenti degli stabilimenti cuneesi (al 30 giugno) erano 321 a Sommariva Perno, 176 a Cervere e 90 a Garessio; alcune uscite sono già programmate e concordate. Si tratta di mobilità che dovrebbe portare al prepensionamento di 24 dipendenti a Sommariva, di 9 a Cervere e di altri 3 a Garessio.

Al tavolo del Ministero c’erano anche i rappresentanti sindacali. Commenta Tiziana Mascarello (Fim-Cisl): «L’azienda continua a chiedere un ricorso agli ammortizzatori sociali. Già nel precedente accordo avevano stabilito che, dopo la cassa integrazione che si conclude a ottobre, si sarebbero dovuti attivare i "contratti di solidarietà" per lavorare meno ma tutti, mantenendo il livello delle stipendio sull’80% di quello ordinario».

Anche Bruno Gosmar (Uil) concorda con la collega: «In un momento in cui si registrano timidi segnali di ripresa, auspichiamo che l’azienda abbia la capacità di ampliare il mercato per poter assicurare maggiore stabilità ai dipendenti».

Conclude Pina Mosca (Cgil): «Purtroppo le nostre previsioni si stanno avverando: la Oerlikon intende avvalersi dell’opportunità di prolungare la cassa integrazione straordinaria per i propri dipendenti. Senza contare che lo stabilimento di Cento (che occupava 100 persone) è stato chiuso e messo in vendita, anche se al momento non ci sono compratori all’orizzonte. Noi ci batteremo con forza per far sì che la ditta attivi i "contratti di solidarietà"».

La Presidente della Provincia si è riservata di convocare un incontro a Cuneo entro poche settimane per fare il punto sulla situazione degli stabilimenti della Granda, mentre il Ministero riconvocherà le parti a Roma il 14 settembre. Conclude la Gancia: «Auspico che l’azienda possa essere più chiara rispetto a prospettive future e sacrosante richieste dei lavoratori».

Valter Manzone


      

  
LUTTO - È morto il fondatore dell’Istituto professionale

Don Gianolio «Una guida»

di ENRICO FONTE
   

Fu parroco a San Cassiano per più di trent’anni e vicario della Diocesi dal 1994 al 2004. Il sindaco Maurizio Marello: «Oltre alla sua dedizione per la Chiesa e il sacerdozio, va sottolineato il suo fondamentale ruolo in campo civico».
  

Don Giovanni Battista Gianolio è morto venerdì 23 luglio, all’ospedale di Alba. Dopo i funerali, che si sono svolti ieri, lunedì 26 luglio, in Cattedrale, la salma è stata tumulata nel cimitero di Alba.

Non amava darlo a vedere e sentirselo dire, ma lui era una colonna di Alba. Voleva essere semplice, anche nelle cose più difficili. Fedele a questa filosofia di vita, monsignor Giovanni Battista Gianolio si è guadagnato la stima e l’affetto della città. Nato il 12 novembre 1925 in provincia di Torino, a Isolabella, il giovane Giovanni Battista scelse la strada del sacerdozio. Il 9 ottobre 1949 venne ordinato prete e, l’anno successivo, fu vicecurato di San Damiano ad Alba. In quel periodo trasmise a molti ragazzi la sua grande passione per la montagna.

Nel 1953, assecondando il desiderio di formare i giovani, divenne insegnante di scuola media. In poco tempo, ottenne la simpatia degli studenti. All’epoca don Gianolio si recava a scuola in sella alla sua celebre moto Galletto.

Nel 1958 ebbe l’intuizione. In Cristo Re, fondò l’Inapli, scuola di formazione professionale che intendeva fornire ai ragazzi gli strumenti necessari per inserirsi nel mondo del lavoro. I risultati furono entusiasmanti. L’impegno di don Gianolio non si esaurì qui: fu cappellano dell’industria dolciaria Ferrero e favorì la nascita della Parrocchia di San Cassiano, di cui fu parroco dal 1965 al 1996. Negli anni caldi della contestazione, cercò il dialogo con i giovani per gettare le basi di un futuro migliore basato sulla fede. Dal 1994 al 2004 ricoprì l’incarico di Vicario generale della Diocesi.

Addolorato, il sindaco Maurizio Marello annuncia che domani, mercoledì 28 luglio, la Giunta avrebbe approvato la delibera per conferire a don Gianolio la medaglia d’oro della Città. «Avevamo deciso da tempo di conferirgli il riconoscimento perché ha avuto un ruolo unico per lo sviluppo della città. Sapendo che don Gianolio non amava particolarmente essere celebrato, lo informammo della nostra intenzione. Non ci disse di no, anzi, fu contento. Purtroppo, non siamo riusciti a premiarlo in tempo. In suo onore, conferiremo una medaglia alla memoria».

Il Sindaco aggiunge: «Sul piano personale sono molto addolorato, anche perché mi ero trovato spesso con lui per discutere di tematiche importanti. Oltre alla sua dedizione per la Chiesa e il sacerdozio, va sottolineato il fondamentale ruolo che don Gianolio ha rivestito in campo civico». L’assessore Franco Foglino lo ricorda con commozione: «Per me, don Gianolio è stato una guida. Mi ha insegnato a vivere la fede in modo laico. A mio modo, ho cercato di volergli bene. Lo ricordo ai tempi della Ferrero intento ad aiutare le persone in difficoltà. Oltre a essere un mediatore equilibrato, sapeva trasmettere importanti valori. Ciò emerse in modo particolare nel periodo della contestazione, in cui cercò il dialogo proponendo Messe e incontri. Nel ruolo di Vicario, seppe prendere decisioni fondamentali. Quello che ha seminato non andrà mai perso».

Valerio Barile, segretario di don Gianolio all’Inapli: «Nel suo progetto di formazione umana e professionale riuscì a coinvolgere molti istruttori. Era molto orgoglioso di questo». Il parroco di San Cassiano, don Gian Franco Marengo: «Alba non deve essere orgogliosa solo di Miroglio e Ferrero, ma anche di don Gianolio che, grazie alla scuola da lui fondata, formò centinaia di giovani. Don Gianolio è stato anche un orgoglio per la Chiesa albese. La Parrocchia di San Cassiano continua a camminare sulle sue orme. Ha arricchito ognuno di noi».

Enrico Fonte