|
«Nel
breve periodo lo scenario che si prospetta ai dipendenti è ancora a tinte
fosche». Così la presidente Gianna Gancia dopo aver concluso mercoledì
21 luglio l’incontro al Ministero dello sviluppo economico sulla crisi
aziendale del gruppo Oerlikon Graziano, che in provincia ha gli
stabilimenti di Sommariva Perno, Cervere e Garessio. In questa sede l’azienda
ha diffuso le proiezioni sul fatturato 2010, che fanno segnare un
incremento del 10% (per un totale di oltre 300 milioni di euro per gli
otto stabilimenti in Italia), che le maestranze hanno però detto non
essere sufficiente a recuperare i volumi antecrisi, visto che nel 2008 il
fatturato era stato di 505 milioni.
Ancora la presidente Gianna Gancia: «Dopo la debole risalita nell’anno
in corso, parrebbe dunque profilarsi una stabilizzazione dei mercati
proprio nel 2011». Tuttavia, i responsabili del gruppo rimarcano come «i
segnali positivi, per adesso, arrivino unicamente dai mercati di Brasile,
Cina e India; purtroppo meno dall’Europa e dagli Stati Uniti».
I dipendenti degli stabilimenti cuneesi (al 30 giugno) erano 321 a
Sommariva Perno, 176 a Cervere e 90 a Garessio; alcune uscite sono già
programmate e concordate. Si tratta di mobilità che dovrebbe portare al
prepensionamento di 24 dipendenti a Sommariva, di 9 a Cervere e di altri 3
a Garessio.

Al tavolo del Ministero c’erano anche i rappresentanti sindacali.
Commenta Tiziana Mascarello (Fim-Cisl): «L’azienda continua a chiedere
un ricorso agli ammortizzatori sociali. Già nel precedente accordo
avevano stabilito che, dopo la cassa integrazione che si conclude a
ottobre, si sarebbero dovuti attivare i "contratti di
solidarietà" per lavorare meno ma tutti, mantenendo il livello delle
stipendio sull’80% di quello ordinario».
Anche Bruno Gosmar (Uil) concorda con la collega: «In un momento in
cui si registrano timidi segnali di ripresa, auspichiamo che l’azienda
abbia la capacità di ampliare il mercato per poter assicurare maggiore
stabilità ai dipendenti».
Conclude Pina Mosca (Cgil): «Purtroppo le nostre previsioni si stanno
avverando: la Oerlikon intende avvalersi dell’opportunità di prolungare
la cassa integrazione straordinaria per i propri dipendenti. Senza contare
che lo stabilimento di Cento (che occupava 100 persone) è stato chiuso e
messo in vendita, anche se al momento non ci sono compratori all’orizzonte.
Noi ci batteremo con forza per far sì che la ditta attivi i
"contratti di solidarietà"».
La Presidente della Provincia si è riservata di convocare un incontro
a Cuneo entro poche settimane per fare il punto sulla situazione degli
stabilimenti della Granda, mentre il Ministero riconvocherà le parti a
Roma il 14 settembre. Conclude la Gancia: «Auspico che l’azienda possa
essere più chiara rispetto a prospettive future e sacrosante richieste
dei lavoratori».
Valter Manzone


LUTTO - È
morto il fondatore dell’Istituto professionale
Don Gianolio
«Una
guida»
di ENRICO FONTE
Fu parroco a San Cassiano per più di trent’anni e vicario della
Diocesi dal 1994 al 2004. Il sindaco Maurizio Marello: «Oltre alla sua
dedizione per la Chiesa e il sacerdozio, va sottolineato il suo
fondamentale ruolo in campo civico».
Don Giovanni
Battista Gianolio è morto venerdì 23 luglio, all’ospedale di Alba.
Dopo i funerali, che si sono svolti ieri, lunedì 26 luglio, in
Cattedrale, la salma è stata tumulata nel cimitero di Alba.
Non amava darlo a vedere e sentirselo dire, ma lui era una colonna di
Alba. Voleva essere semplice, anche nelle cose più difficili. Fedele a
questa filosofia di vita, monsignor Giovanni Battista Gianolio si è
guadagnato la stima e l’affetto della città. Nato il 12 novembre 1925
in provincia di Torino, a Isolabella, il giovane Giovanni Battista scelse
la strada del sacerdozio. Il 9 ottobre 1949 venne ordinato prete e, l’anno
successivo, fu vicecurato di San Damiano ad Alba. In quel periodo trasmise
a molti ragazzi la sua grande passione per la montagna.
Nel 1953, assecondando il desiderio di formare i giovani, divenne
insegnante di scuola media. In poco tempo, ottenne la simpatia degli
studenti. All’epoca don Gianolio si recava a scuola in sella alla sua
celebre moto Galletto.

Nel 1958 ebbe l’intuizione. In Cristo Re, fondò l’Inapli, scuola
di formazione professionale che intendeva fornire ai ragazzi gli strumenti
necessari per inserirsi nel mondo del lavoro. I risultati furono
entusiasmanti. L’impegno di don Gianolio non si esaurì qui: fu
cappellano dell’industria dolciaria Ferrero e favorì la nascita
della Parrocchia di San Cassiano, di cui fu parroco dal 1965 al 1996.
Negli anni caldi della contestazione, cercò il dialogo con i giovani per
gettare le basi di un futuro migliore basato sulla fede. Dal 1994 al 2004
ricoprì l’incarico di Vicario generale della Diocesi.
Addolorato, il sindaco Maurizio Marello annuncia che domani, mercoledì
28 luglio, la Giunta avrebbe approvato la delibera per conferire a don
Gianolio la medaglia d’oro della Città. «Avevamo deciso da tempo di
conferirgli il riconoscimento perché ha avuto un ruolo unico per lo
sviluppo della città. Sapendo che don Gianolio non amava particolarmente
essere celebrato, lo informammo della nostra intenzione. Non ci disse di
no, anzi, fu contento. Purtroppo, non siamo riusciti a premiarlo in tempo.
In suo onore, conferiremo una medaglia alla memoria».
Il Sindaco aggiunge: «Sul piano personale sono molto addolorato, anche
perché mi ero trovato spesso con lui per discutere di tematiche
importanti. Oltre alla sua dedizione per la Chiesa e il sacerdozio, va
sottolineato il fondamentale ruolo che don Gianolio ha rivestito in campo
civico». L’assessore Franco Foglino lo ricorda con commozione: «Per
me, don Gianolio è stato una guida. Mi ha insegnato a vivere la fede in
modo laico. A mio modo, ho cercato di volergli bene. Lo ricordo ai tempi
della Ferrero intento ad aiutare le persone in difficoltà. Oltre a
essere un mediatore equilibrato, sapeva trasmettere importanti valori.
Ciò emerse in modo particolare nel periodo della contestazione, in cui
cercò il dialogo proponendo Messe e incontri. Nel ruolo di Vicario, seppe
prendere decisioni fondamentali. Quello che ha seminato non andrà mai
perso».
Valerio Barile, segretario di don Gianolio all’Inapli: «Nel
suo progetto di formazione umana e professionale riuscì a coinvolgere
molti istruttori. Era molto orgoglioso di questo». Il parroco di San
Cassiano, don Gian Franco Marengo: «Alba non deve essere orgogliosa solo
di Miroglio e Ferrero, ma anche di don Gianolio che, grazie alla scuola da
lui fondata, formò centinaia di giovani. Don Gianolio è stato anche un
orgoglio per la Chiesa albese. La Parrocchia di San Cassiano continua a
camminare sulle sue orme. Ha arricchito ognuno di noi».
Enrico Fonte
|