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Gazzetta d'Alba, n. 30 del 27 luglio 2010

n. 30 del 27-7-2010
Questa settimana
scelti per voi...

L’esercito dei rassegnati
di MATTEO VIBERTI

Buoni frutti da Zavi
di
CRISTINA BORGOGNO

Ancora cassa integrazione alla Graziano?
di VALTER MANZONE

Don Gianolio «Una guida»
di ENRICO FONTE

Scontrino obbligatorio
di ALESSIO BOTTIGLIERO

Sull’Acna niente "sconti"
di CORRADO OLOCCO

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di MATTEO VIBERTI

Le barbatelle del carcere
di CORRADO OLOCCO

Turismo d’élite
di M.G.O.

Abet: chiude un inceneritore
di DIEGO LANZARDO

Progetto per rifare il ponte

La 231 riapre tra 10 giorni

La guerra di Adolfo
di MAURIZIO BONGIOANNI

 


 

FISCO

Scontrino obbligatorio

di ALESSIO BOTTIGLIERO
 

 

Il Ministero dell’economia e delle finanze risponde picche ai panettieri, che chiedono l’eliminazione dell’obbligo di rilascio dello scontrino fiscale, l’aumento della soglia del volume d’affari per usufruire del meccanismo dell’Iva di cassa e la reintroduzione del concordato preventivo.
  

Sarà un’estate calda anche per la "battaglia del pane" (Gazzetta, n. 10 del 2009): a marzo si era verificata una levata di scudi da parte dei fornai cuneesi, i quali sollecitavano l’uscita dai rigidi schemi burocratici del fiscalismo. E proprio nei giorni scorsi il Ministero dell’economia e delle finanze ha fornito parere negativo alla richiesta avanzata dall’Assessorato al commercio del Comune di Alba per conto dei panificatori. Nel documento, che suggeriva una semplificazione di alcune norme tributarie e adempimenti fiscali per la categoria, si chiedeva l’eliminazione dell’obbligo di rilascio dello scontrino fiscale, l’aumento della soglia del volume d’affari per usufruire del meccanismo dell’Iva di cassa e la reintroduzione del concordato preventivo. Per tutte e tre le richieste il Dicastero romano ha espresso parere contrario, non soltanto rimettendosi a valutazioni di carattere politico, ma asserendo di non poter introdurre disposizioni in apparente contrasto con direttive comunitarie.

Non certo soddisfatto il presidente dei panificatori di Cuneo Piero Rigucci, con il piglio giusto per intraprendere iniziative ad ampio raggio dopo l’ennesima chiusura ministeriale: «La risposta ha caratteri prettamente tecnici, non condivisibili. Per abitudine non contestiamo senza proporre un’alternativa e metterci in discussione. L’intenzione è ora di far breccia a livello politico, ricercando una condivisione degli obiettivi». Gli fa eco il referente per l’area albese, Enrico Giacosa: «Siamo rammaricati per l’esito della vicenda, ma ringraziamo l’Amministrazione per l’interesse dimostrato. Le nostre richieste, in grado di migliorare la situazione, sono chiare e realizzabili a costo zero».

La questione è delicata e coinvolge in provincia di Cuneo oltre 400 panettieri, sottoposti a una pressione di verifica fiscale che porta all’esasperazione, differentemente da quanto accade per la media e grande distribuzione. La complessità del problema, non ha comunque intaccato gli ottimi rapporti tra i panificatori e la Guardia di Finanza. «Sono contrario alla burocrazia», commenta l’assessore al commercio Giovanni Bosticco, «ed è auspicabile che le normative contenute nella riforma fiscale possano aprire orizzonti».

Il fascicolo, che contiene una serie di proposte in grado di far crescere i livelli di competitività e sviluppo del Paese, è ora nelle mani di politici e organizzazioni di categoria, tra le quali Unioncamere, per cui si è fatto portavoce il presidente Ferruccio Dardanello.

Alessio Bottigliero


      

  
VALLE BORMIDA - L’assessore regionale Ravello: al Piemonte spetta il 75 per cento del risarcimento e l’accordo va rispettato

Sull’Acna niente "sconti"

di CORRADO OLOCCO

Al Piemonte spetta il 75 per cento del risarcimento per il danno ambientale causato dall’Acna e la Regione non intende fare "sconti". Lo afferma l’assessore all’ambiente Roberto Ravello, interpellato a circa due mesi e mezzo dall’insediamento e a poche settimane dalla fine della gestione commissariale del sito di Cengio. La questione più "calda" è quella del danno ambientale, con la proposta dell’Eni che prevede il passaggio del sito bonificato "chiavi in mano" alle due Regioni in cambio della rinuncia al danno ambientale. Una proposta (definita "indecente" dagli ambientalisti) che potrebbe costare al Piemonte parecchi milioni di euro, se fossero vere le voci che parlano di un risarcimento attorno ai 250 milioni di euro.

Una recente immagine del sito Acna.
Una recente immagine del sito Acna (foto di Severino Marcato).

«Sulle cifre abbiamo sentito di tutto, ma non si sa nulla di preciso. In ogni caso, qualsiasi somma venga stabilita, il 75 per cento deve andare al Piemonte. Esiste un accordo e pretendiamo che venga rispettato. Finora non siamo stati invitati a cambiarlo e non ci sono le condizioni per farlo. Per noi carta canta e vale l’accordo di programma che prevede il 75 per cento del risarcimento al Piemonte », afferma Ravello, che si spinge anche oltre: «Se il risarcimento fosse il sito, pretendiamo il 75 per cento del sito».

L'assessore regionale Roberto Ravello.
L’assessore regionale Roberto Ravello.

L’Assessore conclude: «È una vicenda che va avanti da troppo tempo. Siamo preoccupati che non sia ancora finita, ma siamo sereni perché le condizioni che valgono, per noi, sono quelle fissate dall’accordo».

Corrado Olocco