Il Ministero dell’economia e delle
finanze risponde picche ai panettieri, che chiedono l’eliminazione
dell’obbligo di rilascio dello scontrino fiscale, l’aumento della
soglia del volume d’affari per usufruire del meccanismo dell’Iva di
cassa e la reintroduzione del concordato preventivo.
Sarà
un’estate calda anche per la "battaglia del pane" (Gazzetta,
n. 10 del 2009): a marzo si era verificata una levata di scudi da parte
dei fornai cuneesi, i quali sollecitavano l’uscita dai rigidi schemi
burocratici del fiscalismo. E proprio nei giorni scorsi il Ministero dell’economia
e delle finanze ha fornito parere negativo alla richiesta avanzata dall’Assessorato
al commercio del Comune di Alba per conto dei panificatori. Nel documento,
che suggeriva una semplificazione di alcune norme tributarie e adempimenti
fiscali per la categoria, si chiedeva l’eliminazione dell’obbligo di
rilascio dello scontrino fiscale, l’aumento della soglia del volume d’affari
per usufruire del meccanismo dell’Iva di cassa e la reintroduzione del
concordato preventivo. Per tutte e tre le richieste il Dicastero romano ha
espresso parere contrario, non soltanto rimettendosi a valutazioni di
carattere politico, ma asserendo di non poter introdurre disposizioni in
apparente contrasto con direttive comunitarie.

Non certo soddisfatto il presidente dei panificatori di Cuneo Piero
Rigucci, con il piglio giusto per intraprendere iniziative ad ampio raggio
dopo l’ennesima chiusura ministeriale: «La risposta ha caratteri
prettamente tecnici, non condivisibili. Per abitudine non contestiamo
senza proporre un’alternativa e metterci in discussione. L’intenzione
è ora di far breccia a livello politico, ricercando una condivisione
degli obiettivi». Gli fa eco il referente per l’area albese, Enrico
Giacosa: «Siamo rammaricati per l’esito della vicenda, ma ringraziamo l’Amministrazione
per l’interesse dimostrato. Le nostre richieste, in grado di migliorare
la situazione, sono chiare e realizzabili a costo zero».
La questione è delicata e coinvolge in provincia di Cuneo oltre
400 panettieri, sottoposti a una pressione di verifica fiscale che porta
all’esasperazione, differentemente da quanto accade per la media e
grande distribuzione. La complessità del problema, non ha comunque
intaccato gli ottimi rapporti tra i panificatori e la Guardia di Finanza. «Sono
contrario alla burocrazia», commenta l’assessore al commercio Giovanni
Bosticco, «ed è auspicabile che le normative contenute nella riforma
fiscale possano aprire orizzonti».
Il fascicolo, che contiene una serie di proposte in grado di far
crescere i livelli di competitività e sviluppo del Paese, è ora nelle
mani di politici e organizzazioni di categoria, tra le quali Unioncamere,
per cui si è fatto portavoce il presidente Ferruccio Dardanello.
Alessio Bottigliero

VALLE
BORMIDA - L’assessore regionale Ravello: al
Piemonte spetta il 75 per cento del risarcimento e l’accordo va
rispettato
Sull’Acna
niente "sconti"
di
CORRADO OLOCCO
Al
Piemonte spetta il 75 per cento del risarcimento per il danno ambientale
causato dall’Acna e la Regione non intende fare "sconti". Lo
afferma l’assessore all’ambiente Roberto Ravello, interpellato a circa
due mesi e mezzo dall’insediamento e a poche settimane dalla fine della
gestione commissariale del sito di Cengio. La questione più
"calda" è quella del danno ambientale, con la proposta dell’Eni
che prevede il passaggio del sito bonificato "chiavi in mano"
alle due Regioni in cambio della rinuncia al danno ambientale. Una
proposta (definita "indecente" dagli ambientalisti) che potrebbe
costare al Piemonte parecchi milioni di euro, se fossero vere le voci che
parlano di un risarcimento attorno ai 250 milioni di euro.

Una recente immagine del sito Acna (foto di
Severino Marcato).
«Sulle cifre abbiamo sentito di tutto, ma non si sa nulla di preciso.
In ogni caso, qualsiasi somma venga stabilita, il 75 per cento deve andare
al Piemonte. Esiste un accordo e pretendiamo che venga rispettato. Finora
non siamo stati invitati a cambiarlo e non ci sono le condizioni per
farlo. Per noi carta canta e vale l’accordo di programma che prevede il
75 per cento del risarcimento al Piemonte », afferma Ravello, che si
spinge anche oltre: «Se il risarcimento fosse il sito, pretendiamo il 75
per cento del sito».

L’assessore regionale Roberto Ravello.
L’Assessore conclude: «È una vicenda che va avanti da troppo tempo.
Siamo preoccupati che non sia ancora finita, ma siamo sereni perché le
condizioni che valgono, per noi, sono quelle fissate dall’accordo».
Corrado Olocco