BARATTO DA SPIAGGIA
È ANTICO COME IL MONDO, E ORA SI CHIAMA SWAPPING: UN GIOCO, UN MODO PER RISPARMIARE E PER INCONTRARE NUOVI AMICI
Nei luoghi di villeggiatura, sulle spiagge, nei
mercatini, nei cortili: basta un semplice telo posato a terra carico
di giocattoli, libri, dvd, bigiotteria, abiti, tutti oggetti che non
ci piacciono più pronti per essere barattati con un libro mai
letto, un gioco nuovo ai nostri occhi, un bracciale da aggiungere
alla nostra collezione.
Il sistema di commercio più antico, il baratto, sta
riscoprendo una nuova primavera, soprattutto in... estate. Anche se
ha acquistato un nome più di tendenza: si chiama infatti swapping,
dal termine inglese "to swap", che significa appunto
scambiare, barattare. Si va dallo swap di abiti ultrachic fatto dai
vip, allo scambio di case per le vacanze. Il tutto attraverso
trendissimi swap-party, o più tradizionali mercatini del baratto.

IMPATTO E COSTO ZERO
I vantaggi sono tanti: economici,
innanzitutto. È infatti un modo per procurarsi oggetti utili,
scambiandoli con altri di cui non sappiamo che fare (perché ce li
hanno regalati, ma li avevamo già, oppure perché proprio non ci
servono). Ecologici: è infatti una forma di commercio
ecosostenibile. Si rimettono in circolazione le merci che altrimenti
finirebbero nella spazzatura (e lo smaltimento dei rifiuti ha un
notevole impatto ambientale), e si riducono i consumi, quindi anche
l’utilizzo di materie prime (altro procedimento inquinante). Sociali:
il baratto fa uscire dal proprio guscio, fa incontrare gli altri,
sia nei mercatini che, a livello virtuale, nei siti specializzati.
Per i ragazzi, già da tempo abituati al classico scambio delle
figurine, è un gioco molto divertente. Si va dagli scambi a due (la
mia trottola rossa in cambio della tua sfera magica nera, la mia
borsetta di Hello Kitty per la tua di Pucca) ai mercatini
organizzati.

È SEMPRE UNA FESTA
«Gli educatori del centro estivo ci hanno proposto
di portare libri e giochi che non usavamo», dice Angelo, 9 anni.
«Sono tornato a casa con un sacco pieno di nuovi giochi, come un
compleanno fuori programma! È stato incredibile vedere come oggetti
che a me non interessavano proprio più per altri bambini fossero
così desiderabili». Nicole, 13 anni, è un’esperta di
mercatini e baratto. «Metto sempre da parte un po’ di cose,
regali improponibili della nonna, gadget delle riviste, accessori
per capelli. Ci ritroviamo tra amiche, e in estate, visto che abito
sul mare, ci organizziamo sulle spiagge. Le mamme approvano, perché
così ci assicuriamo il nostro piccolo shopping a costo zero».
In tutta Italia si moltiplicano gli appuntamenti fissi. A Mestre,
intorno a via Piave, tre volte all’anno gli under 13 allestiscono
il Mercatino dei bambini (il prossimo a settembre). Così una felpa
che sarebbe rimasta chiusa nel cassetto viene barattata con un paio
di scarpe da ginnastica quasi nuove, un puzzle con un libro, un
mazzo di carte Pokemon con uno di carte Magic. E ogni mercato è
anche l’occasione per una festa a tema che coinvolge le famiglie e
favorisce l’integrazione con la numerosa comunità di immigrati.
A
Milano, al Villaggio Barona, il 19 settembre ritorna il Mercato
dei pulcini (foto nell’altr a pagina), per venditori dai 3 ai 14
anni. Per informazioni spaziobarona@libero.it,
tel 02/39.66.19.19).
Sempre a Milano un gruppo di mamme con un blog molto attivo mammedelparcopagano.wordpress.com
organizzano "swap-party" per
scambiarsi gli abiti dei figli. Negli States è ancora più diffuso:
nella foto sopra una mamma e le sue figlie hanno organizzato persino
un sito per barattere i propri giocattoli.
Una forma particolare di baratto è quella che da anni porta avanti
la Comunità di Sant’Egidio (www.santegidio.org).
A ottobre e novembre i volontari
raccolgono tra le famiglie e le scuole giocattoli usati che, dopo
qualche piccolo restauro, vengono messi in vendita a dicembre nelle
piazze di numerose città. Il ricavato della vendita serve a
finanziare vari progetti di solidarietà per i bambini di tutto il
mondo.
Altra forma di baratto è la banca del tempo. L’idea non è
tanto quella di scambiare un oggetto, ma una prestazione:
ripetizioni di matematica in cambio di dog-sitting, potature delle
rose del giardino in cambio della riparazione del pc, ore di
baby-sitting per il ritratto a olio dei figli... Largo alla
creatività. C’è una rete in tutta Italia, basta consultare
www.tempomat.it.

UN PO’ DI STORIA
Facciamo un salto indietro nel tempo. Agli albori
della civiltà barattare le merci era l’unico modo per procurarsi
il necessario per vivere. Una capra in cambio di sacchi di frumento,
una pezza di tessuto per qualche gallina.
Certo, quando il valore della merce che si voleva ottenere era
inferiore di quella che si proponeva era un bel guaio. Come
"dividere" un bue per ottenere le agognate pelli di
pecora? Il passaggio successivo è stato utilizzare degli oggetti di
un certo valore per gli scambi: metalli (oro, argento, ma anche rame
e ferro), sale, conchiglie, tè, pietre (di cui la più diffusa era
la nera e lucente ossidiana).
La tradizione vuole che la moneta sia stata coniata per la prima
volta da Creso, re di Lidia, nel VII secolo a. C. Poi, dal secolo
successivo, l’uso di coniare monete si è diffuso nell’Impero
persiano e nelle città greche, e poi tra le civiltà del
Mediterraneo. Ma ancora in tempi relativamente recenti grandi
civiltà hanno continuato ad utilizzare beni come moneta. Per
esempio il Giappone, dove fino al 1868, anno dell’abolizione del
feudalesimo, si mercanteggiava con il riso.

E ORA, FACCIAMO SWAPPING!
Siete stati assaliti dalla voglia di cimentarvi con
il baratto e non sapete da che parte cominciare? Se state partendo
per le vacanze convincete i genitori a farvi caricare in auto un
borsone in più, pieno di tutte quelle cose da cui vi separereste
senza lacrime. E appena arrivate in spiaggia, in campeggio,
contagiate i nuovi amici e organizzate un mercatino estivo.
Barattare è anche una forma di gioco di società, c’è il gusto
delle battute, del mercanteggiare, di decantare un prodotto cercando
di indovinare a chi può essere utile e fare a gara a chi fa i
baratti migliori.
E poi proponete questa attività anche all’oratorio e a scuola.
Giochi, giocattoli, collanine, libri, giornalini, ma anche
abbigliamento, penne, prodotti per la cura del corpo. Se poi darete
al vostro mercatino anche un obiettivo di solidarietà, sarà una
festa perfetta.
Fulvia Degl’Innocenti
|