Grazie ai Mondiali di calcio, abbiamo imparato ad
apprezzarlo, anche se per le insolite qualità… divinatorie di
Paul. In realtà il polpo (attenzione, non si dice polipo!) è una
meravigliosa creatura che poco ha a che fare con i pronostici e che
merita la nostra attenzione per aspetti più naturali.
Impariamo a conoscerlo. È un mollusco cefalopode, diffuso nei bassi
fondali. La parola "mollusco" deriva dal latino mollis,
ossia "molle", quindi privo di scheletro. Il termine
"cefalopode" vuol dire "piede attaccato alla
testa" e in effetti il polpo ha una grande testa con molti
"piedi" attaccati: per l’esattezza 8 tentacoli, dotati
ciascuno di una doppia fila di ventose.
Il suo corpo così flessibile gli permette di infilarsi in qualsiasi
buco tra le rocce. D’altra parte è un boccone prelibato per molti
abitanti marini tra cui murene, cernie e dentici, perciò ha bisogno
di una tana ben protetta. Spesso costruisce una sorta di
"muretto a secco" con ciottoli vari per chiudere il suo
rifugio.
Il nascondiglio di un polpo è spesso tradito dalla presenza nei
dintorni di gusci, il resto dei suoi pasti. Possiede infatti una
sorta di becco con cui apre le conchiglie e i crostacei per nutrirsi
della loro tenera carne.

MILLE STRATAGEMMI
Quando viene attaccato è disposto a cedere un pezzo
di tentacolo pur di non essere mangiato, tanto poi gli ricrescerà,
come succede alle stelle marine quando perdono un braccio.
Elegantissimo in acqua con le braccia che fluttuano, ha anche la
straordinaria capacità di cambiare colore in pochi secondi, sia per
mimetizzarsi sia per comunicare con i propri simili. Può spostarsi
in maniera fulminea attraverso un sifone con cui espelle l’acqua
e, all’occorrenza, un liquido nerastro per confondere i predatori.
Il polpo ha un rapporto tra il peso del cervello e il peso corporeo
tra i più alti tra le creature marine e inoltre ha neuroni sparsi
un po’ in tutto il corpo: è molto intelligente e numerosi test
fatti in acquario hanno messo in evidenza questa sua caratteristica.

Il polpo maschio effettua un rituale d’accoppiamento per
conquistare la femmina, la quale poi depone le uova in un anfratto
sicuro e le cura ossigenandole con il sifone, difendendole dai
predatori fino alla schiusa.
Così occupata per la sopravvivenza della futura prole, mamma polpo
non mangia per circa due mesi, dimagrendo e debilitandosi: finito il
suo duro compito sarà facile preda dei suoi nemici naturali, non
avendo più le forze necessarie per fuggire.
Marina Durante