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Lettera
del Delegato
Lettera
di nomina del sup. provinciale don Ampelio Crema
Linee programmatiche
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Biblioteca
don Alberione e di nostra produzione
Anniversari
di matrimonio da ricordare
Carissimi,
"Scrivo a
voi perché siete forti nella fede e avete creduto alla Parola
di Dio che da sempre portate nel cuore e dimora in voi" (cf
1Gv 2,12-18).
Al centro,
quindi, la Parola di Dio e la Persona di Cristo Maestro e
Signore.
Alla luce di
quanto ci ha insegnato il Fondatore, il beato Giacomo Alberione,
– "Chiamati a vivere integralmente il Vangelo di
Gesù Cristo, Via, Verità e Vita" – si innesta
così anche il nostro cammino di formazione
umano-spirituale-apostolica che rende sempre più nitida la
nostra identità e ci prepara al Convegno annuale sul tema "Educarsi
per educare".
Infatti, nella
nostra quotidianità di vita consacrata secolare abbiamo bisogno
di richiamare continuamente alcune certezze che rendono stabile
e visibile il nostro cammino di perfezione e santificazione.
Mai, come oggi,
sono veritiere le parole del Maestro Divino: "Siete nel
mondo, ma non del mondo…" (cf Gv 17,13-18),
impegno da assumere con consapevolezza e da vivere con coerenza.
Del resto è sempre più urgente comprendere l’analisi che
oggi si fa nel nostro essere cristiani.
Cioè si deve
prendere coscienza che la sacralità – religiosa, familiare e
sociale – è tramontata e noi dobbiamo passare da una
cristianità sacrale a una cristianità secolare (cf La
comunità cristiana e il compito urgente dell’educazione,
Paoline 2008, Commento di Lorenzo Leuzzi, cap. 1 e 2).
È troppo
importante avvertire questo "passaggio" perché ci
permette di vivere con più consapevolezza la consegna di Gesù
ai suoi discepoli anche nel contesto secolarizzato di oggi: "Voi
siete la luce del mondo, voi siete il sale della terra…
Risplenda così la vostra luce davanti agli uomini" (Mt
5,13-14).
Conformare
la vita a Cristo
Carissimi, oggi
dobbiamo andare, con più coraggio, controcorrente in una
società che va alla deriva e in un mondo sempre più disumano.
Abbiamo
bisogno, all’interno delle nostre famiglie, di riappropriarci
della nostra umanità e della nostra dignità di persone. Anche
questo impegno è una risposta alla sfida educativa che ci
coinvolge tutti.
Il beato
Alberione, in tempi di violenza generalizzata come i nostri, indica
nell’umanità di Cristo, vero Dio e vero uomo, la via per la
nostra umanità, garanzia di fraternità e di pace fra i
popoli.
C’è un
imperativo vivissimo del nostro Fondatore, che oggi è più che
mai impellente: l’umanizzazione del mondo, degli uomini e
delle persone, cioè: lo sforzo per aiutare le persone a
recuperare quel "supplemento d’anima", senza il
quale non si può sviluppare né trovare la via della pace e
della fraternità.
In altre
parole, oggi, come famiglia e come Istituto, siamo chiamati ad
evangelizzare la società contemporanea, con il cuore universale
di san Paolo, attraverso i veri valori umani ed evangelici
vissuti e testimoniati.
Nel Capitolo
Generale del 2004, la Società San Paolo ha fatto una scelta, a
tutto campo, su una opzione apostolica che richiama il motto
alberioniano "Gloria a Dio e pace agli uomini",
scelto appunto dal Fondatore e riproposto infinite volte, non
come semplice espressione ma come sintesi della sua e nostra
missione, che non si spiegherebbe senza lo sfondo storico che fa
del secolo scorso, e l’attuale, uno dei più violenti della
storia.
Il Fondatore
passa, allora, ad indicare chiaramente una metodologia per tutto
questo: "Tutta la vita paolina sia inserita in Gesù
Maestro, Via e Verità e Vita: la preghiera, la formazione, l’apostolato…
Conformare la vita a Cristo Maestro non è un consiglio,
è la sostanza (essenzialità) di essere o non essere
paolini" (don Alberione, Alla Comunità di Roma, 1957).
È il nostro contributo di umanizzazione per cristianizzare il
mondo.
Pertanto, il
principio dinamico e unificatore che qualifica la formazione di
ogni paolino è quello vissuto ed espresso da San Paolo: "Che
sia formato Cristo in noi" (Gal 4,19).
Il nostro
processo formativo passa, quindi, attraverso questo fondamento
teologico-spirituale della centralità di Cristo, dal quale
traggono identità carismatica tutta la formazione e la vita
paolina. La centralità di Cristo Maestro riassume e completa
tutte le devozioni. Infatti essa presenta Gesù Verità a
cui credere, Gesù Via da seguire e Gesù Vita a cui partecipare
(Pr DM 39).
È tutto l’uomo
nella mente, volontà e cuore innestato in Cristo. È questo il
nostro processo di formazione paolina.
Don Alberione
aggiunge: "Tutto sta qui: vivere Gesù Cristo Via e Verità
e Vita" per acquistare la nostra identità di consacrati
paolini.
Applicazioni
di spiritualità antropologica
Il principio
ispiratore: "Cristo Via, Verità e Vita",
quando viene applicato all’uomo diviene antropologia
spirituale e rafforza la personalità umana, in quanto tutto l’uomo
– mente, volontà e cuore – viene orientato a Cristo. La Gaudium
et Spes del Vaticano II ribadiva: "Chiunque segue
Cristo, l’uomo perfetto, diventa anch’egli più uomo"
(GS, 41).
Il Fondatore,
ripetutamente, afferma in modo convinto: "Vivere Gesù
Cristo Via, Verità e Vita" è il metodo – pedagogia per
ogni paolino – che si sviluppa a tre dimensioni:
- Dimensione antropologica:
"L’educazione ha come scopo di formare l’uomo ad
usare in bene la sua libertà…; occorrono per questo
istruzione, profonde convinzioni…" (Abundantes…,
149).
- Dimensione spirituale:
la vita in Cristo è l’asse della pedagogia divina e di
tutto il cammino di ascesi, ossia lo sforzo di superarsi ed
avviarsi verso i veri valori.
- Dimensione apostolica:
l’uomo, immagine di Dio nel suo essere e operare ("l’uomo,
piccola trinità": cf Ut perfectus II, 149-150)
proietta questa identità nel suo dinamismo interiore e nella
sua azione apostolica, rappresentando così il Padre nella
volontà (volere il bene come Lui), il Figlio nella mente
(essere parola come Lui), vivere l’amore dello Spirito Santo
(avere il cuore come Lui).
Una formazione
di questo spessore ci porta a possedere alcune caratteristiche
che sono altrettanti doni per la nostra persona qualificandola
in modo specifico:
- Integralità-totalità:
tutte le capacità o modi di essere della persona sono
vivificate dalla presenza del Cristo totale, Via, Verità e
Vita, nell’essere e nell’operare, e tutte sono pienamente
poste al servizio di Dio nella consacrazione e nell’apostolato
(CISP 162, 762 e 783; AD 186, 150).
- Armonia-unità:
tutto viene ordinatamente orientato all’unico scopo: l’amore
a Dio e l’apostolato; e tutto l’uomo – come persona –
viene rinnovato, perché in Cristo egli ricompone tutti i suoi
conflitti e le sue tensioni interiori ritrovando armonia e
unità (UPS I, 368; II, 190 – 194).
Il
modello di ogni Paolino
In questo modo
– secondo la saggia pedagogia del Fondatore – Cristo, vero
Maestro, è il modello unico cui riferirci. È Lui il centro
della storia nella sua singolarità, è la Parola di Dio per
noi, è Lui che dobbiamo seguire e ascoltare.
E il metodo
specifico di "via-verità-vita" pone tutti i Paolini
alla scuola di Gesù Maestro, in un cammino di discepolato che
è anche l’atteggiamento fondamentale del nostro essere
consacrati.
Essere
discepolo contiene,
allora, una ricchezza semantica che caratterizza la formazione
di ciascuno di noi. Infatti:
- a Gesù Verità
corrisponde il discepolo che è apprendista, cioè uno che sta
sempre alla scuola dell’unico Maestro e Signore.
- a Gesù Via
corrisponde il discepolo che è seguace, che va dietro con
fedeltà al Pastore.
- a Gesù Vita
corrisponde il discepolo che rimane unito a lui, come il
tralcio alla vite per portare grande frutto, e per poter
"essere trasmettitori di vita e di luce" (AD 157),
come ci raccomanda Don Alberione.
Alcuni
impegni
Dal rapporto
Maestro-discepolo scaturiscono tre atteggiamenti che devono
caratterizzare l’impegno del nostro cammino di formazione
paolina:
- Ascolto
(Verità): l’accoglienza della Parola di Dio è la prima
condizione per diventare discepoli di Cristo e raggiungere la
maturità e la perfezione.
- Sequela
(Via): è la disponibilità a seguire radicalmente Cristo,
obbediente, casto e povero, assumendo nella nostra vita il suo
modo di pensare, di volere e di amare.
- Identificazione
(Vita): è il processo di assimilazione e configurazione alla
persona di Cristo – o "cristificazione", come la
chiama don Alberione (cfr CISP, 11) – fino a poter dire come
Paolo, l’interprete più fedele del Maestro, "non
sono più io che vivo, è Cristo che vive in me" (Gal
2,20).
È, pertanto,
in questo modo, che la Persona di Cristo Via Verità Vita rimane
il principio unificatore e dinamico del nostro processo di
formazione e ci presenta anche un cammino specifico da
percorrere in una prospettiva progressiva verso la piena
assunzione dei veri valori umani ed evangelici.
Norma dinamica,
di questa crescita è tendere alla maturazione integrale della
persona, "allo stato di uomo perfetto, nella misura che
conviene alla piena maturità di Cristo" (Ef 4,13).
Del resto non
va dimenticato quanto il Convegno Ecclesiale di Verona
(Ottobre 2006) ha dichiarato: "La santità (= perfezione
della persona) significa costruire la propria maturità umana
come il Padre la sogna per il Figlio".
Ecco, tracciato
il cammino di formazione secondo lo spirito e il carisma del
Fondatore don Alberione per essere paolini per Dio e per il
mondo. Essere anche noi replica vivente di Cristo, Via Verità
Vita per l’uomo del nostro tempo.
don Olinto Crespi
ssp
Roma, 30 giugno 2010 - Festa di
San Paolo
Linee
programmatiche offerte
dal Superiore Provinciale
alla nuova Équipe Formativa ISF
Carissimi,
mentre vi
ringrazio per la vostra disponibilità ad accettare di porvi al
servizio dell’Istituto "Santa Famiglia" (o come
Delegato o come collaboratori), mi preme condividere con voi e i
fratelli e sorelle dell’Istituto la gratitudine del Superiore
Generale e mia personale a don Dante Innocenzo per la dedizione,
la passione paolina, l’abnegazione e la gratuità con cui ha
svolto il suo servizio.
Dalla
consultazione effettuata, i fratelli e sorelle dell’Istituto
ringraziano Dio per:
- il clima sereno che l’Istituto
sta vivendo,
- la preziosità del servizio
di animazione finora svolto dai confratelli paolini,
- la ricchezza degli strumenti
che sono messi a loro disposizione,
- l’efficace organizzazione
dell’Istituto stesso,
- il progressivo avvicinamento
alla Famiglia Paolina e alla Società San Paolo in
particolare.
Guardando al
futuro dell’Istituto, credo sia necessario rispondere
decisamente ad alcuni degli aspetti vitali per il futuro dell’Istituto
"Santa Famiglia", emersi in parte dalla consultazione.
Pertanto diventa programmatico per il vostro servizio che vi
adoperiate affinché i membri dell’Istituto:
- crescano nella spiritualità
paolina, con particolare attenzione alla Parola di Dio, come
via per testimoniare e servire Cristo nel loro ambiente di
vita;
- siano accompagnati nell’impegno
missionario di evangelizzazione paolina, oltre che nel
servizio in ambito di pastorale familiare;
- abbiano un ulteriore
miglioramento della formazione umana e spirituale: di
coppia, dei singoli e dei gruppi;
- memori dell’invito di don
Stefano Lamera che "non c’è Santa Famiglia senza il
sacerdote e non c’è il sacerdote senza la Santa
Famiglia", coltivino l’amore per i sacerdoti;
- e promuovano nel loro
ambiente di vita le vocazioni per la Società San Paolo e la
Famiglia Paolina tutta.
È inoltre
necessario, da parte vostra:
- avere maggiore attenzione
verso le coppie giovani; attenzione che nasca da un reale
servizio alle loro necessità e si apra, se è volontà di
Dio, a una prospettiva vocazionale per l’Istituto stesso;
- studiare un chiaro progetto
formativo che aiuti gli aspiranti e i novizi a meglio
entrare nella vocazione dell’Istituto, nella sua
spiritualità e missione;
- chiarificare ulteriormente
la struttura organizzativa dell’Istituto e i ruoli di essa
(dai responsabili nazionali ai consiglieri dell’Istituto,
dai delegati zonali ai responsabili locali), mirando a un
ruolo più da protagonisti delle coppie nella vita dell’Istituto
ai vari livelli;
- che ci sia una vera
collaborazione tra i Delegati dell’Istituto "Santa
Famiglia" e dell’Istituto "Gesù Sacerdote"
e i rispettivi Consigli Nazionali per riprendere un cammino
coordinato tra i due Istituti in un clima sereno e
collaborativo;
- che si miri a coinvolgere il
più possibile i confratelli dell’IGS nell’animazione e
formazione dei membri dell’ISF;
- prestare attenzione ai figli
dei membri dell’ISF con opportune proposte di animazione e
specifici itinerari formativi;
- definire la modalità di
gestione di Spicello nella linea di quanto già avviato in
questi mesi.
In particolare
dal Delegato dell’Istituto e dai confratelli collaboratori, i
fratelli e sorelle dell’Istituto si attendono che siano sempre
più padri spirituali, capaci di ascolto e di vicinanza; e
sappiano sostenerli nelle problematiche quotidiane per aiutarli
a giungere a quella santità di vita che diventa fermento
apostolico nel loro ambiente.
Cari
confratelli, vi invito a focalizzare insieme al Delegato dell’Istituto
"Gesù Sacerdote" che sarà nominato nei prossimi mesi
(ho avviato in questi giorni le consultazioni) un progetto di
animazione e di collaborazione tra i due Istituti in modo da
riprendere la complementarietà e la collaborazione che ha
sempre caratterizzato i due Istituti. Sono certo poi che saprete
vivere in atteggiamento di collaborazione fraterna tra voi e con
i fratelli e le sorelle che vi vengono affidati.
Don Ampelio Crema
ssp
Superiore Provinciale
Gli impegni
statutari
dei membri dell’Istituto Santa Famiglia
"Il cammino di una vita cristiana familiare;
il segreto per una autentica santità coniugale"
6 - I membri dell’Istituto, perseguendo la perfezione
evangelica nello stato coniugale, intendono "rispondere sempre più
ardentemente all’amore di Dio", traducendo nella loro vita l’ideale di
san Paolo: "Per me vivere è Cristo".
7 - Per attuare nella loro vita questo ideale…
- alimentarsi della Parola di Dio
- la preghiera individuale, di coppia, di famiglia
- nutrirsi dell’Eucaristia
- l’adorazione eucaristica
- il santo rosario
- esame di coscienza
- periodica Confessione
8 - Ogni mese parteciperanno con sollecitudine ad una
Giornata di ritiro spirituale promossa dall’Istituto, a carattere spirituale e
formativo.
Prima formula
- 9,30 – Celebrazione delle Lodi con invocazione allo Spirito Santo
- 10,00 – Catechesi del mese
- 11,00 – Adorazione eucaristica silenziosa
- 12,00 – EUCARISTIA
- 13,00 – pranzo fraterno
- 14,30 – Cordiale condivisione sulla vitalità del Gruppo e dell’Istituto
- 15,30 – Celebrazione dei Vespri
Seconda formula
- 15,30 – Ora Media con invocazione allo Spirito Santo
- 16,00 – Catechesi del mese
- 17,00 – Adorazione eucaristica silenziosa
- 17,45 – Celebrazione dei Vespri
- 18,00 - Cordiale condivisione sulla vitalità del Gruppo e dell’Istituto
- 19,00 – Cena fraterna
Nota bene
- Scusate: …si partecipi dall’inizio alla fine, "con
sollecitudine", non per semplice dovere, ma per una arricchente
esigenza vitale.
- La scelta della formula, per quanto possibile, sia condivisa da tutti i
membri del Gruppo. La seconda formula sembra conciliare meglio tante
doverose esigenze di ministero parrocchiale.
10 - Ogni anno vivranno intensamente il periodo egli
Esercizi Spirituali, considerati come un vero dono del Signore, per ottenere
"i frutti della purificazione, l’orientamento pieno della vita in
Cristo" e per crescere nello spirito di fraternità proprio dell’Istituto.
Date e località per tutte le possibilità; oltre 20 corsi…: una vera
ricchezza spirituale, psicologica e fisica!
I nostri "pilastri vocazionali"
2
- I membri, "mossi dallo Spirito "
- per imitare più
profondamente lo stile di vita della Famiglia di
Nazareth;
- per vivere più
integralmente il dono della vita coniugale e così
"santificare la comunità ecclesiale ed il mondo";
- per compiere più
efficacemente e dovunque l’apostolato;
- si impegnano a cercare nel
matrimonio la perfezione evangelica mediante i voti di
castità, povertà e obbedienza coniugali, ordinando la loro
vita secondo le linee del presente Statuto.
2.1
- "I coniugi Cristiani, in virtù del sacramento del
matrimonio, col quale significano e partecipano il mistero di
unità e di fecondo amore che intercorre tra Cristo e la Chiesa,
si aiutino a vicenda per raggiungere la santità della vita
coniugale".
2.2
- La condizione dei membri dell’Istituto "Santa
Famiglia" è la "secolarità" in quanto essi
tendono alla perfezione della carità nel mondo, mentre in
senso giuridico e pertanto senza corpo organico, è aggregato
alla Società San Paolo ed è parte integrale della Famiglia
Paolina
3
- Nella loro condizione secolare e nell’ambito dei loro
impegni sociali, i membri si dedicano, "per una
evangelizzazione efficace", alla diffusione del messaggio
della salvezza, principalmente secondo l’apostolato e lo
spirito della Società San Paolo e delle altre Congregazioni
della Famiglia Paolina, allargando così ai settori più diversi
l’azione e l’influsso della sua missione specifica.
4
- I membri "svilupperanno tutte le loro possibilità
cristiane ed evangeliche", "affinché il divino
messaggio della salvezza sia conosciuto ed accettato da tutti
gli uomini", specialmente nell’ambito della famiglia,
primo nucleo educativo della società.
5
- I membri considerano la Santa Famiglia di Nazareth come il
modello e l’esempio da imitare e ne celebrano la festa
liturgica con particolare solennità.
Inoltre hanno una
particolare "devozione" verso Gesù Divino Maestro,
Maria Regina degli Apostoli e San Paolo Apostolo,
"padre, maestro e fondatore" della Famiglia Paolina.
Per contattarci:
Il sito dell’Ist. Santa Famiglia: http://www.stpauls.it/istit/santafamiglia.htm
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