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Venti
anni di grazie e di favori
La
Cappella dell'adorazione
Il
"Nostro" Santuario ora è vestito a festa
"Precisazioni e Orientamenti" per l’Oasi
San Giuseppe di Spicello
San Giuseppe conta su di noi
Novità da Spicello

Ingresso santuario di San Giuseppe.
"Precisazioni
e Orientamenti"
per l’Oasi San Giuseppe di
Spicello
Innanzitutto,
rendiamo grazie a Dio, sapiente creatore e amorosa provvidenza,
che in ogni nostra situazione è presente, ci segue, ci aiuta. Ed
anche l’Oasi San Giuseppe – "scoperta" e voluta dal
caro padre don Stefano – è un segno della Sua paterna presenza.
Attestare questo
significa riconoscere, nella nostra vita e nella vita dell’Istituto
Santa Famiglia, una preziosa porzione del grande progetto di
alleanza che Dio ha amorevolmente sigillato con le sue creature.
Da qui il comune
dovere di corrispondere!
Non siamo stati noi
a fondare l’Oasi San Giuseppe, ma l’ha voluta e permessa il
Signore. È stato Lui che, ancora una volta, ha confermato San
Giuseppe come suo privilegiato intermediario di grazie a favore
nostro e delle famiglie. L’Oasi San Giuseppe è prolungamento
del ruolo della Santa Famiglia di Nazaret.
In effetti, da
quando è stata "scoperta", l’Oasi San Giuseppe, con
il suo Santuario e con la sua Cappella dell’Adorazione, sta
divenendo sempre di più – come è stato detto – "luogo d’incontro
e di fraternità per molte famiglie", "oasi di
riconciliazione, di unità e di amore per tanti coniugi",
"dimora di pace per tutti".
Da qui il comune
dovere di collaborare, perché questa nostra realtà non solo sia
sempre più funzionale, ma sia soprattutto corrispondente alla
missione pastorale che la Provvidenza le ha affidata.
Ed ora, con l’avvio
del nuovo lotto di lavori, che ci augureremmo terminato nella sua
struttura essenziale almeno per fine 2005, devono crescere in noi
tutti speranze e attenzioni.
Per questo, e a
diversi livelli, si sente la necessità di alcune
"precisazioni e orientamenti" che meglio dovrebbero
garantire la missione dell’Oasi San Giuseppe.

Interno del Santuario San Giuseppe.
Natura
dell’Oasi San Giuseppe
Il Santuario San
Giuseppe, con le annesse strutture di accoglienza e di servizio di
animazione spirituale, è un centro di spiritualità; quindi, non
avrà mai una struttura parrocchiale, ma sarà sempre
"santuario a servizio pastorale di tutti".
Esso rispetterà
pienamente gli orientamenti propri della Diocesi che lo ha
riconosciuto e che lo accoglie come "gemma" della stessa
Diocesi. Allo stesso tempo, esplicherà tutti quei servizi propri
di un Santuario: celebrazioni eucaristiche, luogo di preghiera,
adorazione eucaristica continuata, ministero delle confessioni,
benedizioni, ecc.
Sua caratteristica:
favorire la devozione a San Giuseppe e particolare attenzione alla
pastorale familiare, a cominciare dalle Giovani coppie e dai
Fidanzati.
Organo di
evangelizzazione e di conoscenza dell’Oasi San Giuseppe il
periodico "Ite ad Joseph" diretto dal Rettore del
Santuario.
Responsabilità
- Nella sua duplice funzione di
"Legale Rappresentante" dell’Ist. Santa Famiglia e
di Delegato del Superiore Generale per il medesimo Istituto,
primo Responsabile Generale dell’Oasi San Giuseppe (Santuario
e opere annesse) è il Delegato nazionale dell’Istituto Santa
Famiglia, al quale compete regolare i rapporti col Rettore del
Santuario e anche nominare il Responsabile
dell’Oasi.
- Nel suo insieme l’Oasi San
Giuseppe è seguita da un Comitato tecnico-amministrativo,
presieduto dal Rettore e composto da cinque
membri, nominati direttamente dal Delegato Nazionale,
udito il parere del suo Consiglio e quello del Rettore.
Attualmente ne
fanno parte: Sig. Claudio Dott. BENVENUTI, Sig. Augusto BERARDI,
Sig. Alfio MOSCHINI, Sig. Giuseppe Geom. RENZONI e Sig. Adriano
STORONI. Compito di questo Comitato è quello di sovraintendere
alla gestione generale dell’Oasi stessa, stabilendone le linee
generali e programmatiche, verificando periodicamente la gestione
e l’utilizzo dell’Opera e una volta all’anno i bilanci
preventivi e consuntivi che verranno
predisposti dal Responsabile e, su parere favorevole del Comitato,
approvati anche dal Rettore.
a) il Rettore
del Santuario
Unico responsabile
di ogni animazione pastorale dell’Oasi è il Rettore del
Santuario, nominato dal Vescovo della Diocesi in armonia con il
Superiore Generale della Società San Paolo, da cui l’Istituto
Santa Famiglia dipende canonicamente.
Il Rettore del
Santuario, nel rispetto delle norme canoniche e diocesane,
promuoverà e coordinerà ogni azione che favorisca la devozione a
San Giuseppe e la missione carismatica dell’Istituto Santa
Famiglia.
Il Rettore del
Santuario è pure unico responsabile
della gestione economica sia del Santuario come tale che del
bollettino "Ite ad Joseph", di cui ne è direttore. Una
volta all’anno presenterà al Delegato Nazionale dell’Istituto
Santa Famiglia un resoconto dettagliato e documentato della
gestione amministrativa di entrambi i settori. Invierà inoltre al
Delegato stesso copia dei bilanci preventivi e consuntivi
approvati, relativi all’Oasi. Su detti bilanci il Delegato,
qualora ne ravvisi la necessità, può chiedere chiarimenti o
modifiche.
Attualmente è
Rettore del Santuario don Cesare FERRI.
b) il Responsabile
delle strutture di accoglienza
L’Oasi San
Giuseppe esercita ed allarga la sua missione attraverso le
strutture di accoglienza in essere e di quelle future.
Responsabile della
gestione di queste strutture (servizio acquisti, cucina, alloggio,
camere da letto, pulizie, ordine del parco, ecc.) è il
Responsabile cui compete l’organizzazione diretta di ciascun
settore, nell’ambito delle linee generali programmatiche
stabilite annualmente dal Comitato ed approvate dal Rettore.
Gradualmente bisognerà anche che il Responsabile venga affiancato
da collaboratori, esplicitamente nominati per la gestione dei
gruppi, l’accoglienza, la cucina, ecc.
Il Responsabile, in
caso di necessità, può chiedere al Rettore la convocazione
straordinaria del Comitato per affrontare e risolvere eventuali
situazioni particolari che si dovessero verificare.
Attualmente il
Responsabile è il sig. Adriano STORONI.
Come risulta
chiaramente da quanto sopra indicato, l’organigramma
generale dell’Oasi San Giuseppe pone al vertice il ruolo del
Delegato Nazionale, coadiuvato dal suo Consiglio; da questi
dipende il Comitato tecnico-amministrativo dell’Oasi, presieduto
dal Rettore del Santuario; a quest’ultimo farà
particolare riferimento il Responsabile.
Ciascuno dei ruoli
o dei compiti, come sopra definiti e assegnati, dovrà
corrispondere al valore del servizio evangelico, di cui deve
sempre contrassegnarsi l’Oasi San Giuseppe. Per questo, da tutti
e ad ogni livello si presterà massima attenzione e autocritica,
affinché la testimonianza dell’accoglienza fraterna sia sempre
salvaguardata e sia promossa ogni forma di pastorale a vantaggio
della realtà familiare. Non avvenga mai che la preoccupazione
gestionale faccia dimenticare o scavalcare i valori dell’accoglienza,
della gratuità e della fraternità, in un autentico spirito di
famiglia.
Sac. Innocenzo DANTE
Novità
da Spicello
L’angolo
dei Beati
Il 26 novembre 2005, Festa liturgica del
nostro Beato Fondatore, il "nostro" Santuario di San
Giuseppe ha vissuto un momento particolarmente significativo: si
è arricchito di un angolo che fa onore al cielo e alla terra: l’angolo
dei Beati e dei Venerabili. Diciamo "angolo" non
già con significato di accantonamento, quanto piuttosto per
evidenziarne la singolare peculiarità.
I devoti di San Giuseppe, che accorrono sempre
più numerosi a venerare e a chiedere la protezione del
"padre putativo del Figlio di Dio", nostro grande
patrono e modello di padre, ora, entrando in questo suo agreste
ma decorosissimo "santuario" – <<perla della
Diocesi di Cagli-Fano-Fossombrone>>, come si dice in
Diocesi – si trovano subito ad ammirare un’artistica nicchia
che raccoglie tutti i nostri "testimoni di santità":
a cominciare dal Beato Fondatore, che troneggia nella sua
benedicente compostezza, al Beato Giaccardo, al Venerabile
Canonico Chiesa, via-via fino alla Serva di Dio Madre
Scolastica. Forse, in tutto il grande vasto mondo paolino, solo
qui troviamo riuniti insieme i nostri Beati e Venerabili: che
mirabile, familiare e sempre esemplare unità!
L’angolo è stato progettato dal giovane
architetto Andrea Storoni; ma è fuori dubbio che tanti
suggerimenti sono sgorgati dal cuore appassionato di suo padre,
il nostro amico Adriano, che è stato lui a voler creare, a
basamento del monumentino a Don Alberione, un apposito scrigno
con le reliquie del Beato Alberione e del Beato Giaccardo. La
statua, in bronzo massiccio alta cm. 65, è un’ultima opera di
suor Angelica Ballan delle Pie Discepole.
I
lavori del grande salone proseguono
Il progettato salone necessario per accogliere
pellegrini e promuovere giornate di spiritualità e di studio
comincia a far vedere tutta la sua ampiezza e la sua bellezza:
già è stata montata la volta o soffitto, che risulta una
stupenda opera di incastro, di arcate e di punteggio. Tutto in
legno, laminato, massiccio, resistibile agli sbalzi di
temperatura, perfettamente impermeabile e sonorizzato. Una
visione che incanta! …e ci fa già sognare il giorno in cui
potremo inaugurarlo e utilizzarlo. Si chiamerà: <<Areòpago
Beato Alberione>>, rievocando l’apertura
evangelizzatrice di San Paolo che vuole raggiungere tutti.

Areòpago
Beato Alberione.
Ma
anche la "casa di accoglienza pellegrini" prosegue
Questa è giunta non solo alla copertura del
tetto, ma anche alla rifinitura dei muri, dell’intonaco…: il
nostro Comitato Tecnico Esecutivo dei lavori sta premendo
perché quanto è possibile fare venga fatto, allo scopo di non
lasciare strutture che si deteriorino per l’incompiutezza dei
lavori. Si chiamerà: "Casa della fraternità don
Stefano".

Casa della fraternità don
Stefano.
Carissimi
"membri" dell’ISF
e carissimi devoti di San Giuseppe!
È un dovere, ma
anche un vero piacere, pubblicare le prime foto che documentano l’avvenuta
intonacatura, coloritura e installazione-finestre della "Casa
della fraternità don Stefano", che mi ha inviato il
bravo Adriano Storoni, responsabile operativo dell’Oasi San
Giuseppe di Spicello. Ora la casa risulta splendida!
Come spiegato
nelle relazioni passate, era un intervento necessario per una
ottimale conservazione degli impianti realizzati fino ad oggi: non
potevano rimanere "scoperti"="incompiuti" più
di tanto, dato il rischio di rendere fatiscenti le strutture
portanti.

La nostra
speranza è quella di poter ultimare quanto prima la "Casa
della fraternità don Stefano" e ciò allo scopo di
renderla atta ad accogliere i numerosi pellegrini che desiderano
raggiungere e sostare qualche giorno presso il Santuario San
Giuseppe. Tale opera, se ultimata e valorizzata, di certo
permetterà un minimo di "autogestione della stessa Oasi San
Giuseppe": … questo senza per nulla cessare di confidare
nella Provvidenza.
Quindi rimane
sempre aperta, valida e auspicabile la richiesta che ho osato
proporvi la volta scorsa: possibile che qualcuno non pensi a "farsi
una buona pensione in Paradiso"? Certo, un genitore deve
prima di tutto pensare ai propri figli; ma perché non pensare
anche di "anticiparsi molti meriti per il Paradiso"?
Perché non "alienare-donare" qualcosa per la
"sede" che San Giuseppe si è scelto? …testimonio che,
se abbiamo potuto fare quanto è stato realizzato, lo è stato
proprio perché una persona, non avendo particolari doveri verso i
suoi parenti, ha desiderato "donare a San Giuseppe" il
suo appartamento, più una buona somma in liquido.

Ma posso anche
dire, con gioia, che, dopo "il mio primo fraterno o paterno
richiamo", già più di uno sta rispondendo.
San Giuseppe, la
sua Vergine Sposa, il loro Divin Figlio vi ringrazino e vi
ricompensino abbondantemente!
Il Delegato
Sac. Innocenzo DANTE ssp
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San Giuseppe,
sposo di Maria Ss.ma,
padre della Santa Famiglia:
di te mi fido,
con te confido,
a te mi affido,
Proteggimi! Salvami!
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IL
"NOSTRO" SANTUARIO
ORA È VESTITO A FESTA
Le
vetrate di san Giuseppe
Il santuario di san
Giuseppe di Spicello è stato arricchito con vetrate artistiche
raffiguranti gli episodi più significativi della vita di san
Giuseppe.
Il nuovo intervento si
è inserito nel quadro di tutte quelle modifiche effettuate in questi
ultimi tempi. Queste hanno migliorato l’aspetto estetico e la
fruibilità, richiedendo anche un certo impegno economico.
La responsabilità ci
ha suggerito sempre estrema attenzione nella gestione economica; ma
quando le motivazioni sono illuminate da una richiesta che intende
favorire la ricerca di un rapporto più familiare ed intenso col
Signore non si può parlare solo di denaro.

Il santuario di san
Giuseppe, è vero, appartiene all’Istituto "Santa
Famiglia": vi facciamo i diversi ritiri mensili, l’adorazione,
ecc.; ma è un "Opera" a servizio di tutti i fedeli.
Non dimentichiamo che san Giuseppe è il Patrono Universale della
Chiesa e in questa "sua Casa" accoglie tutti. Ridurlo ad un
luogo a servizio dei gruppi locali o di altre regioni dell’Istituto
"Santa Famiglia" sarebbe un’imperdonabile riduzi0one e
tradimento della sua finalità.
Il Signore si è
servito di don Stefano Lamera per dar inizio e promuovere
"da" e "in" questo luogo la devozione a san
Giuseppe; forse sarebbe
meglio dire che don Stefano ha ridato vita a questo luogo, visto che
qui san Giuseppe aveva il suo recapito: la chiesa era già
intitolata a san Giuseppe.
Quanti di noi che hanno il dono di vivere vicino al santuario di San
Giuseppe di Spicello; quanti di noi che hanno seguito il volgere
della sua storia fin dall’inizio, possono testimoniare come il
Signore guidi di qui in modo originale gli avvenimenti.
Il desiderio di queste
vetrate non è nato dall’ambizione di qualcuno, ma è stato il senso
di calda accoglienza che in questo luogo provano non solo gli abituali
frequentatori ma anche coloro che vi vengono per la prima volta che fa
fatto scattare questa richiesta.

L’insistenza di
alcuni devoti nei confronti del rettore del santuario, il nostro caro
mons. Cesare Ferri, ha permesso che si procedesse ad impreziosire il
Santuario con delle vetrate istoriate. Queste persone, naturalmente,
si sono impegnate a sostenere anche finanziariamente la loro
richiesta. Solo successivamente, quando questa intenzione prendeva
consistenza, spontaneamente, senza che nessuno chiedesse qualcosa, è
stata avanzato da alcuni membri e da qualche gruppo il desiderio di
contribuire. L’Istituto è, d’altronde, già ampiamente impegnato
a sostenere la realizzazione della "Casa don Stefano" e per
questo non si è dato inizialmente troppo spazio a questa iniziativa.
Le immagini si sono
ispirate a dei bozzetti di un artista, Franco Verri, sacerdote
giuseppino del Murialdo.
Le vetrate sono state
realizzate dalla Lauretana Arte, che ha già eseguito per noi il
lunotto della Santa Famiglia, posto sopra la porta all’ingresso
della chiesa.
Ora possiamo veramente
dire: il "nostro" santuario si è finalmente vestito a festa
e a festa rimarrà per accogliere tutti e riversare – tramite san
Giuseppe – tutte le benedizioni del Padre Celeste.

Storico giubileo del
Santuario
Il giorno 11 dicembre
2008 sono trascorsi vent’anni da quando abbiamo messo piede per la
prima volta in questo luogo. L’
11 giugno di questo 2009 saranno esattamente 20 anni dall’apertura
al culto di questo santuario.
Ci sembra un modo
significativo celebrare queste date con l’iniziativa della posa
delle nuove vetrate.
Ci stupiamo anche noi
come in vent’anni sia cambiato questo luogo: le strade per
accedervi, la casa, il Santuario, la cappella dell’adorazione, la
nuova casa in costruzione col relativo salone! Dobbiamo solo
riconoscere il dono e farlo nostro.
Vent’anni sono un
niente nella storia della Chiesa.
Abbiamo celebrato da
poco i 150 anni di Lourdes. Non vi appaia fuori posto un simile
confronto. Che cosa era Lourdes all’inizio? …una grotta, un
immondezzaio, un po’ quello che era all’inizio il santuario di San
Giuseppe. Le foto ne danno testimonianza.
I lavori eseguiti hanno
visto sempre l’approvazione preventiva dei vari delegati che si sono
succeduti, e con il loro convinto incoraggiamento: don Stefano Lamera
prima, poi don Francesco Todaro ed ora don Innocenzo Dante.
Così sul "suo
Colle" e nella "sua Casa" san Giuseppe si serve di
qualcuno per suggerire come accogliere meglio i suoi figli, fare un’esperienza
della sua particolare vicinanza; luogo privilegiato di aiuto per le
coppie, i genitori, le famiglie e i giovani, come lo ha qualificato il
vescovo di Fano, mons. Armando Trasarti.
Possa sempre più
entrare nel nostro cuore la coscienza della grandezza del dono dato a
tutti, ma in maniera tutta particolare all’Istituto "Santa
Famiglia": questo santuario è autentico dono del nostro comune
Papà di famiglia, san Giuseppe", dono dato da lui a noi.
Le nuove vetrate,
illustrando la vita di san Giuseppe, ci ricordano che anche Lui ha
dovuto superare ogni genere di difficoltà; ma lui, "l’Uomo
Giusto", si è fidato sempre del Signore, e ci dice: "Fate
così anche voi. Venite tutti in questa mia casa; riposatevi un po’;
presentatemi i vostri problemi… ed io vi aiuterò".
Augusto BERARDI

Vista aerea da nord-ovest.
La Cappella dell’adorazione,
cuore del Santuario di San Giuseppe
Sappiamo essere numerosi
i segni, che il Signore ha donato per convincere tutti che l’oasi di
Spicello con annesso Santuario e Cappella dell’adorazione sono un
parto del suo cuore. Don Stefano Lamera ne era convintissimo,
soprattutto per il fatto che quella Chiesa, vera "stalla" per
le giovani coppie delle Marche che non trovavano più posto in nessun
luogo per i loro ritiri, era già dedicata a San Giuseppe; e per il
fatto che la Cappella dell’adorazione è stata decisa, pochi mesi
prima della morte di don Stefano (24 maggio 1997), dopo il
provvidenziale intervento di suor Leonarda Pompiglio, una suora Pia
Discepola che aveva preso a cuore l’opera.
Questi interventi
provvidenziali sono raccontati nel libro Il Santuario di San Giuseppe
– Storia e vita, di A. Berardi, C. Ferri e A. Storoni. Vi invito a
leggere le pagine 41-48 e 55-63 del libro che racconta questa stupenda
storia.
1) A
questi "segni" ora se n’è aggiunto un altro, rivelatoci
proprio dal nuovo Arcivescovo di Loreto, mons. Giovanni Tonucci. In
occasione del pellegrinaggio don Dante e il sottoscritto, accompagnati
da Augusto Berardi, abbiamo voluto incontrarlo per parlargli l’Istituto
"Santa Famiglia", i cui membri erano presenti in modo
massiccio, e presentare la realtà dell’Oasi di Spicello.
Ci ascoltò con tanta
attenzione, intuendo la trama provvidenziale di tutto quello che gli
dicevamo. Ad un certo punto ci interruppe; e con uno sguardo stupito ci
disse:
"Negli anni ’60
ero segretario del Vescovo. Era il tempo della costruzione delle nuove
chiese parrocchiali; tra queste vi era anche quella di Spicello.
Potevano usufruire delle sovvenzioni dello Stato. Le difficoltà
affrontate per le varie chiese sono state numerosissime; quello che ci
ha stupito era il fatto che solo per la chiesa di Spicello non si sono
incontrate difficoltà di sorta; tanto che ci domandavano che cosa
sarebbe diventato quel luogo. Ora ne posso comprendere il
significato".
La gioia provata era
molto grande; e la convinzione che l’Opera doveva andare avanti si
radicò profondamente nel nostro cuore.

Cappella dell'adorazione.
2)
Ora si aggiunge un impegno che ci convoca tutti, vicini e lontani, così
da valorizzare in modo pieno la Cappella dell’adorazione, che è
veramente – al dire di don Stefano – "il cuore dell’opera":
"Questa Cappella, cuore del Santuario, diventerà la
soluzione di ogni altro problema".
Ora un gravissimo
problema, che sta vivendo la chiesa, è la fedeltà dei sacerdoti.
La Congregazione del Clero ha rivolto, in data 8 dicembre 2007,
un pressante invito a tutti. Riportiamo alcuni stralci del documento:
"Si dia vita ad una
cordata di adorazione perpetua, per la riparazione delle mancanze e per
la santificazione dei chierici…
Si intende, in modo tutto
particolare, affidare a Maria, la Madre del Sommo ed Eterno
Sacerdote, tutti i Sacerdoti, suscitando nella Chiesa un movimento
di preghiera, che ponga al centro l’adorazione eucaristica
continuata nell’arco delle ventiquattro ore,
in modo che da ogni angolo della terra sempre si elevi a Dio,
incessantemente, una preghiera di adorazione, ringraziamento, lode,
domanda e riparazione, con lo scopo precipuo di suscitare un numero
sufficiente di sante vocazioni allo stato sacerdotale e, insieme, di
accompagnare spiritualmente… con una sorta di maternità spirituale,
quanti sono già stati chiamati al sacerdozio ministeriale, affinché sempre
meglio servano a Cristo e ai fratelli…
Si chiede… di farsi
parte attiva e promuovere… veri e propri cenacoli in cui
chierici, religiosi e laici si dedichino, uniti fra loro, e in spirito
di vera comunione, alla preghiera, sotto forma di adorazione eucaristica
continuata, anche in
spirito di genuina e reale riparazione e purificazione".
Don Floriano Venanzio
Altre possibilità
di auto diretto:
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI
ROMA - Agenzia n° 1
c/c bancario ISTITUTO SANTA FAMIGLIA n° 34764
Cin K - Abi 08327 - Cab 03201
causale:
per l’OASI SAN GIUSEPPE
Oppure:
- Banca di CREDITO COOPERATIVO DI
FANO
c/c N° 000040111397
causale: per la Casa della
fraternità don Stefano - OASI SAN GIUSEPPE
Cin Z - Abi 08519 - Cab 68260
Oppure:
- Banca CREDITO COOPERATIVO DEL
METAURO
c/c postale N° 01/01/99980
causale:
per la Casa della fraternità don Stefano - OASI SAN GIUSEPPE
coordinate bancarie: IT 60 D 08700 68470 000010199980
San Giuseppe conta su di noi

Avete
capito bene? Se venite a collaborare per san Giuseppe un’ora al
mese (due, se potete), con quelle due ore sarete pagati molto di
più del mensile che vi pagano i vostri "signori
padroni".
Se credete, è
così; se non credete, pace! …chi ci rimette siete voi.
Qui troverete
sempre qualcosa da fare e sarete "super-pagati" dal capo
di casa: san Giuseppe.
Ho scritto questo
che vi sto dicendo quando, stanotte, dormivo bene!
Come può Gesù non
ricompensare quelli che aiutano suo papà!?!
Lo capite questo?
"Tu fai
qualcosa per san Giuseppe, mio papà, che ha lavorato tutta la
vita per me… Come faccio a non darti le grazie! ".
Volete entrare in
questa luce?
Il
vostro affettuosissimo…
don Stefano LAMERA
14 luglio 1991
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