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LA FEDE IN INTERNET

Rete nostra, dacci oggi
il nostro hi-tech quotidiano

di Giorgio Banaudi
internauta

  

La piccola cappellina è in penombra, i fotofori a led non avranno il profumo della lavanda ma vuoi mettere la praticità? Li ricarichi per un paio di ore e fanno la loro bella figura ovunque, senza fili tra i piedi. Ecco, inizia il vespro: un click e il monitor si accende. Sullo schermo, in morbida dissolvenza, paesaggi, boschi, oceani sterminati e tramonti. Non c’è bisogno di essere irriverenti o estremi fautori dell’hi-tech per immaginare ben presto scene del genere. La penetrazione della tecnologia è di casa nelle chiese. Da sempre. Dai primi orologi che scandivano l’ora et labora, alle tipografie, alla radio... E non finirà certo con il computer...

Quello che invece difficilmente comprendiamo è come e quanto queste tecnologie stanno modificando le nostre abitudini. Cambia il linguaggio, sorgono nuovi ambiti di significato, cresce una nuova mentalità di relazioni. Basterebbe osservare la diffusione delle recenti applicazioni per palmari e tablet. L’enfasi che il mercato ha decretato all’ultimogenito di Steve Jobs, l’iPad, indica come ormai il mercato sia maturo per il suo inserimento nei riti ufficiali del quotidiano.

Si stanno consolidando varie nicchie di mercato, oltre a quella di casa Apple, per le applicazioni dei nuovi strumenti. E mentre il pc lentamente si riduce, si indossa e si camuffa abilmente, la fantasia degli utilizzatori ne traccia l’evoluzione. Smartphone, cellulari intelligenti, netbook, piccoli pc... Ci stiamo abituando a vedere la Rete non più come collante per unire altri pezzi, ma come l’ossigeno nel quale realizzare tutto il nostro vivere. Il mercato di iTunes (www.apple.com/itunes/), ma anche quello di Android (www.android.com), la piattaforma operativa concorrente, contraddistinta da una maggior apertura al software libero, iniziano a popolarsi di applicazioni che un tempo potevano sembrare degli sfizi e oggi sono concrete possibilità.

Non si contano i gadget compilativi, che riportano versetti, frasi e proverbi tratti dalla Bibbia; il versetto del giorno, ma anche la lettura del testo integrale; sono scaricabili per cellulare varie versioni, anche se quella della Cei, per il momento, non è ancora disponibile; possiamo rifarci con il greco o il latino cercando su www.acrobible.com o su cadreworks.com. Poi ci sono programmi con qualche pretesa in più. Didattica, come l’adventure della SimpleComplexity Games che racconta ai ragazzi la storia di Noè, o pratica, come l’italianissimo iBreviary che trasforma l’iPhone in un libro delle ore completo e tascabile (www.dimix.it). Per tenersi aggiornati, senza dover setacciare tutto il web, conviene sempre fare riferimento a qualche appassionato, come al curatore del blog www.religione20.net, che a contatto con i giovani respira le medesime tendenze.

Giorgio Banaudi

Jesus n. 7 luglio 2010 - Home Page