La
piccola cappellina è in penombra, i fotofori a led non avranno
il profumo della lavanda ma vuoi mettere la praticità? Li ricarichi
per un paio di ore e fanno la loro bella figura ovunque, senza fili
tra i piedi. Ecco, inizia il vespro: un click e il monitor si accende.
Sullo schermo, in morbida dissolvenza, paesaggi, boschi, oceani
sterminati e tramonti. Non c’è bisogno di essere irriverenti o
estremi fautori dell’hi-tech per immaginare ben presto scene del
genere. La penetrazione della tecnologia è di casa nelle chiese. Da
sempre. Dai primi orologi che scandivano l’ora et labora,
alle tipografie, alla radio... E non finirà certo con il computer...
Quello
che invece difficilmente comprendiamo è come e quanto queste
tecnologie stanno modificando le nostre abitudini. Cambia il
linguaggio, sorgono nuovi ambiti di significato, cresce una nuova
mentalità di relazioni. Basterebbe osservare la diffusione delle
recenti applicazioni per palmari e tablet. L’enfasi che il
mercato ha decretato all’ultimogenito di Steve Jobs, l’iPad,
indica come ormai il mercato sia maturo per il suo inserimento nei
riti ufficiali del quotidiano.
Si
stanno consolidando varie nicchie di mercato, oltre a quella di casa
Apple, per le applicazioni dei nuovi strumenti. E mentre il pc
lentamente si riduce, si indossa e si camuffa abilmente, la fantasia
degli utilizzatori ne traccia l’evoluzione. Smartphone, cellulari
intelligenti, netbook, piccoli pc... Ci stiamo abituando a vedere la
Rete non più come collante per unire altri pezzi, ma come l’ossigeno
nel quale realizzare tutto il nostro vivere. Il mercato di iTunes (www.apple.com/itunes/),
ma anche quello di Android (www.android.com),
la piattaforma operativa concorrente, contraddistinta da una
maggior apertura al software libero, iniziano a popolarsi di
applicazioni che un tempo potevano sembrare degli sfizi e oggi sono
concrete possibilità.
Non si contano i gadget compilativi, che riportano versetti, frasi
e proverbi tratti dalla Bibbia; il versetto del giorno, ma anche la
lettura del testo integrale; sono scaricabili per cellulare varie
versioni, anche se quella della Cei, per il momento, non è ancora
disponibile; possiamo rifarci con il greco o il latino cercando su www.acrobible.com
o su cadreworks.com.
Poi ci sono programmi con qualche pretesa in più. Didattica, come
l’adventure della SimpleComplexity Games che racconta ai
ragazzi la storia di Noè, o pratica, come l’italianissimo iBreviary
che trasforma l’iPhone in un libro delle ore completo e tascabile (www.dimix.it).
Per tenersi aggiornati, senza dover setacciare tutto il web, conviene
sempre fare riferimento a qualche appassionato, come al curatore del
blog www.religione20.net,
che a contatto con i giovani respira le medesime tendenze.
Giorgio Banaudi