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N. 8 agosto - settembre 2010
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L’autore di F.M. Un tassello necessario della fede «La
questione mariana oggi in ambito ecumenico è questa: la consapevolezza
che la figura di Maria e la riflessione sulla figura di Maria è un dato
che ci riguarda tutti da vicino: cattolici, ortodossi, protestanti, per la
semplice ragione che Maria è una figura biblica»
L’ambizione di Maria, ciò che dice la fede (B. Sesboüé, Emp 2010, pp. 79, € 9,00), è chiara: fare il punto sull’attualità della riflessione riguardante la Vergine. Senza la pretesa di rendere semplice ciò che è complesso e basandosi su una seria rilettura biblica, storica e teologica, l’autore presenta i progressi compiuti dall’ecumenismo su un argomento così delicato che scoraggiò ogni dialogo, non evitando tuttavia il contenzioso secolare sulle definizioni cattoliche dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione al cielo, né i dibattiti relativi al ruolo di Maria nell’incarnazione, la questione della sua verginità, quella dei «fratelli e delle sorelle» di Gesù e il difficile rapporto fra la Scrittura e la Tradizione. In un’intervista rilasciata a Madre di Dio (marzo 2008), l’illustre Gesuita, tra l’altro, affermava: «La questione mariana che si pone nel dialogo ecumenico parte dalle differenze dogmatiche tra la Chiesa cattolica da una parte e l’Ortodossia e le Chiese nate dalla Riforma dall’altra. I due punti controversi con l’Oriente – i dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione, promulgati nel 1854 e nel 1950 – pongono il problema della definizione pontificia e dell’autorità del Papa e dell’infallibilità pontificia.
Il dogma dell’Immacolata pone un’altra questione, perché è legato alla concezione occidentale del peccato originale, che ci viene da sant’Agostino, mentre l’Ortodossia si riferisce alla concezione più orientale di san Giovanni Crisostomo. Ma gli ortodossi hanno mantenuto la realtà dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione ben prima degli occidentali! Essi hanno, in un’altra formulazione, l’equivalente dell’Immacolata Concezione: essi celebrano Maria come la "Tuttasanta", qualcosa che a loro è molto cara. Quanto all’Assunzione, anche qui sono gli orientali che hanno posto la questione per primi e che nelle cosiddette "Omelie bizantine" dei secoli XVII-XVIII hanno sviluppato la prospettiva della dormizione di Maria e poi della sua Assunzione».
Una seconda domanda: in Occidente, quale difficoltà si pone? «Qui la questione mariana è ancora diversa, perché il problema posto dalle Chiese della Riforma viene dal fatto che la Chiesa cattolica ha definito come dogmi di fede degli eventi spirituali che non sono attestati nella Scrittura. A loro appare impossibile passare dal silenzio totale della Scrittura a delle affermazioni dogmatiche così precise. La loro reazione? La Chiesa cattolica cade nell’eresia...». f.m. |
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