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N. 8 agosto - settembre 2010
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Opinioni
di BRUNO PODESTÀ, diacono La Parola: MARIA, NOSTRA MEDIATRICE E AVVOCATA Mettiamo in rilievo un fattore molto importante per "utilizzare", e comprendere, con maggiore profitto l’aiuto provvidenziale che Dio ci ha dato, e dà, in Maria. Se vogliamo che le nostre preghiere abbiano il loro effetto, giova molto, come insegnano i santi e primo fra tutti san Luigi M. Grignion de Montfort, affidarle a Maria. Ella, se ci sono impedimenti o in noi che chiediamo o in coloro per i quali preghiamo, può interporsi con i suoi meriti preziosissimi e il suo ascendente sul Figlio e ottenere grazie straordinarie.
Per illustrare questa "strategia spirituale" riportiamo un caso realmente avvenuto. Padre Gaetano, un sacerdote passionista chiamato da Roma da mons. Giovanni Volpi (1860-1931), vescovo ausiliare di Lucca, per esaminare la vita soprannaturale di santa Gemma Galgani (1878-1903), fu testimone di un colloquio tra Gesù e la Santa. Si trattava di perorare la causa di un gran peccatore della città che suscitava tanto scandalo per la sua vita libertina. Gesù, opponendosi alla calorosa petizione di Gemma, appariva determinato a procedere con la sua giustizia contro quel peccatore indurito e intemerato. Gemma, senza darsi per vinta, insisteva: «Gesù, tu hai fatto tanto per quell’anima; non rigettarla dalla tua presenza in eterno. Sii misericordioso verso di lui. È vero che mi hai fatto conoscere il numero e la gravità dei suoi peccati, ma ricordati, Signore, che per la sua anima hai versato tutto il tuo sangue prezioso».
Gesù fece capire a Gemma come per quel peccatore, secondo l’equità della sua giustizia, la misura sovrabbondante della sua grazia era ormai esaurita. Gemma sembrò per un momento arrendersi davanti alla chiarissima evidenza della colpevolezza ostinata di quel peccatore. Ma poi, colta da un improvviso pensiero, rinnovò la sua supplica dicendo a Gesù: «Sì, Signore, è pur vero che io sono una serva inutile e indegna di essere da te ascoltata; è pur vero che i peccati di quest’uomo sono tanti ed orribili, che ha resistito alla tua grazia. Ma in questo momento ti presento la mia petizione per mezzo della tua santa Madre; rifiuta a lei, se vuoi, quanto ti chiederà».
Finita l’estasi di Gemma, padre Gaetano si ritirò nella sua stanza per riflettere sull’accaduto. A sera inoltrata qualcuno bussò alla porta. Era uno dei familiari dei Giannini con i quali Gemma viveva. Venne informato che un uomo voleva parlare con lui. Lo fece entrare. Subito lo sconosciuto si gettò in ginocchio e piangendo amaramente chiese di confessarsi. Quell’uomo, venne poi accertato, era il gran peccatore per il quale Gemma aveva perorato la causa presso Gesù. Diacono Bruno Podestà, |
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