Madre di Dio

N. 1 gennaio 2012

 Rispetto e onore

 La testimone
   Madì Drello

 «Mostrati madre per tutti»
   Giovanni Ciravegna

La Chiesa guarda al futuro
   Giuseppe Daminelli

«Maria, prima educatrice»
   
Salvatore M. Perrella

Un culto gradito al Padre
   Stefano De Fiores

Ma Dio non agisce da solo
   m.t.

«Se un uomo diventa cristiano...»
   Sergio Gaspari

Nel profondo silenzio del cuore
   Fiorino Triverio

Fatti e persone
   

Un compito impossibile?
   
Giuseppe Maria Pelizza

Una devozione filiale e risoluta
   
Luigi M. De Candido

Patrona dei ciclisti
   
Gianni Moralli

Costante ricerca del Trascendente
   
Maria Di Lorenzo

La commossa invocazione di Ermanno
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

"Dalle grazie alla Grazia"
   
m.t.

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 1 gennaio 2012 - Copertina

 Conversazione

  di GIUSEPPE MARIA PELIZZA, sdb

Un compito impossibile?

Se ai bambini non si insegna a pregare in famiglia, dopo sarà difficile apprendere il senso di Dio.

La Chiesa italiana è particolarmente impegnata a riflettere sul ruolo della famiglia quale primario luogo educativo. Ora, un'educazione cristiana si caratterizza dal fatto che i figli imparino presto a comprendere che il rapporto d'amore fra il papà e la mammaproviene dalla fonte dell'amore che è Dio.

Così la famiglia diviene presto la prima scuola di preghiera. Se ai bambini non si insegna a pregare in famiglia, dopo sarà difficile imparare a pregare. Tutto quello che di soprannaturale i bambini imparano nei primi tre anni di vita rimarrà per sempre. Per questo è necessario che i genitori (oggi, forse, faremmo meglio a dire i nonni) si curino soprattutto di insegnare ai bambini il senso di Dio e a pregare. I primi mille giorni della loro vita sono così fondamentali che dopo non si farà altro che sviluppare quel senso del divino che hanno introiettato nei primi trentasei mesi della loro esistenza.

Dai tre fino ai sei anni si consoliderà e si modellerà questo aspetto che media il rapporto fra il bambino e il mondo. Ovviamente gli atteggiamenti che l'adulto deve trasmettere e gli insegnamenti che deve dare non possono essere banali o, addirittura, negativi. Dio non esiste per aspettare l'uomo al varco del suo errore per castigarlo e uno degli elementi che occorre comunicare ai bambini è, invece, il senso dello stupore e del ringraziamento per tutto quello che Dio offre a noi ogni giorno.

Bambini: pregare per trovare il senso di Dio.

Bambini: pregare per trovare il senso di Dio (foto SCALCIONE).

I figli, fin dalla più tenera età, devono imparare a percepire il senso di Dio e a rivolgersi con semplicità a lui come a un altro membro della famiglia. Per questo, un'esperienza familiare positiva di Dio è la fortuna più grande che possa capitare a un bambino ed è la cura più urgente che occorre dare ai figli, poiché dà un'impronta per tutta la vita.

Ma perché i bambini imparino a pregare Dio bisogna, anzitutto, che sappiano che egli esiste. Non ci si rivolge a un assente o a chi non si sa che esiste. Il bambino, però, prima vuole sperimentare, vedere, toccare e poi crede. Come far loro sperimentare Dio, il puro spirito? Sembra un compito impossibile. Ma è meno difficile di quanto si creda. Se dinanzi a una cortesia, un gesto d'affetto disinteressato, l'uomo adulto rimane conquistato, tanto più il bambino quando sperimenta la solidità dell'amore dei genitori. Amore verso di lui, masoprattutto amore fra di loro.

Non dimentichiamo che i bambini apprendono più dal clima che respirano che dalle parole che ascoltano. Per questo, l'amore dei genitori è la prima testimonianza dell'esistenza di Dio che il bambino sperimenta. L'amore è la prova che Dio esiste e l'amore permette anche di superare (con una certa ironia) il conformismo riduzionista cui l'uomo contemporaneo vuole assoggettare se stesso.

Non è forse vero che mentre l'uomo d'oggi cerca di spiegare se stesso con tutti gli aiuti della scienza che escludono Dio, si ritrova più solo, più freddo e più sfiduciato? L'amore, invece, dice "andare oltre", afferma che "tu a me sei più importante di me stesso" e quando giunge alla rinuncia di sé per l'altro pone sotto i suoi piedi ogni ridicola spiegazione molecolare o matematica dell'uomo. Perché l'amore è specchio di Dio che va ben oltre la pura materia e la sola ideologia dominante. L'amore è la vera contestazione della falsità contemporanea. È l'unico ordine nel caos attuale.

Corroborato dall'amore, il bambino percepisce l'alterità dei genitori, poiché vivono l'uno per l'altro, e quindi può percepire l'alterità di Dio quale origine e fondamento dell'amore stesso dei genitori. Nell'amore dei genitori il bambino sperimenta l'amore di Dio.

Oltre all'amore, i bambini hanno bisogno di vedere che i coniugi pregano insieme. Per cui se i genitori pregheranno insieme, anche con qualche atteggiamento esterno, come fare il segno della croce, recitare orazioni, i piccoli li imiteranno. Anche loro si metteranno in quell'atteggiamento esterno che è tipico della preghiera, anch'essi balbetteranno qualcosa, magari non comprendendo tutto, ma trascinati unicamente dall'esempio. Poi arriverà il momento di insegnare loro a pregare con la parola. E le brevissime preghiere che il bambino imparerà saranno l'inizio del suo dialogo con Dio.

Parlando ai genitori, Giovanni Paolo II ricordava quanto sono importanti questi esempi. Il Papa chiedeva: «Mamme, le insegnate ai vostri bambini le preghiere del cristiano? E voi, papà, sapete pregare con i vostri figli, con tutta la comunità domestica, almeno qualche volta? L'esempio vostro, suffragato da qualche preghiera comune, vale una lezione di vita, vale un atto di culto di singolare merito». Il bambino che vede i genitori pregare insieme sa che le eventuali difficoltà possono essere superate insieme e potrebbe, proprio lui, dopo qualche burrasca familiare, rivolgendosi ai genitori, dire: «Questa sera, non diciamo le preghiere?».

Giuseppe Maria Pellizza, sdb