Madre di Dio

N. 1 gennaio 2012

 Rispetto e onore

 La testimone
   Madì Drello

 «Mostrati madre per tutti»
   Giovanni Ciravegna

La Chiesa guarda al futuro
   Giuseppe Daminelli

«Maria, prima educatrice»
   
Salvatore M. Perrella

Un culto gradito al Padre
   Stefano De Fiores

Ma Dio non agisce da solo
   m.t.

«Se un uomo diventa cristiano...»
   Sergio Gaspari

Nel profondo silenzio del cuore
   Fiorino Triverio

Fatti e persone
   

Un compito impossibile?
   
Giuseppe Maria Pelizza

Una devozione filiale e risoluta
   
Luigi M. De Candido

Patrona dei ciclisti
   
Gianni Moralli

Costante ricerca del Trascendente
   
Maria Di Lorenzo

La commossa invocazione di Ermanno
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

"Dalle grazie alla Grazia"
   
m.t.

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 1 gennaio 2012 - Copertina

Fatti e persone.

«PER FEDE MARIA ACCOLSE LA PAROLA...». I 50 ANNI DEL CONCILIO VATICANO II

L'11 ottobre 2012, a 50 anni esatti dall'apertura del Concilio Vaticano II, avrà inizio l'Anno della fede, proclamato da Benedetto XVI col "motu proprio" Porta fidei. Si concluderà con la festa di Cristo Re il 24 novembre 2013. In questo 2012 si ricordano anche i 20 anni dalla pubblicazione del libro della fede: il Catechismo della Chiesa cattolica, promulgato nel 1992. Sempre il prossimo ottobre si terrà il Sinodo dei Vescovi, che avrà per tema: La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. L'Anno della fede si richiama a quello proclamato da Paolo VI nel 1967. Oltre il Concilio, quello di papa Montini ricordava il 19° centenario del martirio degli apostoli Pietro e Paolo. Stralciamo dal documento Porta fidei alcuni accenni mariani. «(13) Sarà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere la storia della nostra fede, la quale vede il mistero insondabile dell'intreccio tra santità e peccato. Mentre la prima evidenzia il grande apporto che uomini e donne hanno offerto alla crescita e allo sviluppo della comunità con la testimonianza della loro vita, il secondo deve provocare in ognuno una sincera e permanente opera di conversione per sperimentare la misericordia del Padre che a tutti va incontro… In Cristo morto e risorto per la nostra salvezza, trovano piena luce gli esempi di fede che hanno segnato questi duemila anni della nostra storia di salvezza.

Benedetto XVI

Benedetto XVI (foto GIULIANI).

Per fede Maria accolse la parola dell'Angelo e credette all'annuncio che sarebbe divenuta madre di Dio nell'obbedienza della sua dedizione (cf Lc 1,38). Visitando Elisabetta, innalzò il suo canto di lode all'Altissimo per le meraviglie che compiva in quanti si affidano a lui (cf Lc 1,46-55). Con gioia e trepidazione diede alla luce il suo unico Figlio, mantenendo intatta la verginità (cf Lc 2,6-7). Confidando in Giuseppe suo sposo, portò Gesù in Egitto per salvarlo dalla persecuzione di Erode (cf Mt 2,13-15). Con la stessa fede seguì il Signore nella sua predicazione e rimase con lui fin sul Golgota (cf Gv 19,25-27). Con fede Maria assaporò i frutti della risurrezione di Gesù e, custodendo ogni ricordo nel suo cuore (cf Lc 2,19.51), lo trasmise ai Dodici riuniti con lei nel Cenacolo per ricevere lo Spirito Santo (cf At 1,14; 2,1-4). Per fede gli Apostoli lasciarono ogni cosa per seguire il Maestro (cf Mc 10,28)… Per fede, nel corso dei secoli, uomini e donne di tutte le età, il cui nome è scritto nel libro della vita (cf Ap 7,9; 13,8), hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere cristiani: nella famiglia, nella professione, nella vita pubblica, nell'esercizio dei carismi e ministeri ai quali furono chiamati…»

"VIAGGIO A LOURDES" DI ZOLA E "IL CANTO DI BERNADETTE" DI WERFEL: DUE TESTI CHE...

Nel 1892 lo scrittore francese Émile Zola (1840-1902) visitava Lourdes, deciso a smascherare l'«impostura dei preti». E scrisse un modesto pamphlet sulle apparizioni. A quasi 120 anni, nel 2010, per la prima volta è stato tradotto e pubblicato in italiano col titolo Viaggio a Lourdes (Medusa Edizioni, pp. 112, H 10,00).

Lourdes

Lourdes (foto GIULIANI).

Si è scomodato lo storico Sergio Luzzato per la pubblicazione su Il sole 24 ore (14.2.2010) di un'ampia presentazione di quest'opera. Ma lo scrittore e saggista Vittorio Messori (foto), che ben conosce Lourdes e quanto si è scritto sulle apparizioni, dieci giorni dopo, da par suo, su Il Corriere della sera (23.2.2010) "stracciava" quel testo di Zola, ricordando altri due famosi anticlericali che in quel fine '800 scrissero su Lourdes. Il primo, Auguste Voisin, celebre psichiatra, per il quale «Bernadette Soubirous è una demente allucinata, che i preti, dopo averla utilizzata, hanno rinchiuso in un remoto monastero». Ci pensò l'allora vescovo di Nevers a sbugiardare Voisin sui giornali a proposito di Bernardetta che sarebbe stata "rinchiusa". E l'altro personaggio è Ernest Renan – sì, proprio lui! Quello della Vie de Jésus – che arrivò a offrire 40 mila franchi a Dominique Jacomet perché scrivesse le sue memorie contro Lourdes. «Jacomet », scrive Messori, «era il commissario di polizia a Lourdes al tempo delle apparizioni e, attiratosi il malcontento popolare, era stato trasferito. Aveva dunque del rancore e Renan, saputolo, gli propose la grossa somma se lo avesse aiutato a scrivere un pamphlet contro quanto era avvenuto sotto i Pirenei. Ma Jacomet era cattolico, Renan per i cattolici era una sorta di "anticristo" e i 40 mila franchi furono rifiutati». Conclude Messori: «Insomma, non è deformazione apologetica, è un dato oggettivo: il match tra fedeli e intellettuali increduli si chiuse, almeno nella Francia dell'Ottocento, con un secco 3 a 0 per i credenti». Abbiamo ricordato l'inutile riproposizione in italiano, e il suo lancio sui giornali, dello scritto anti-lourdiano di Zola per sottolineare come, al di là delle "scorie" letterarie d'altri tempi, la città dei Pirenei continui a interrogare credenti e non credenti, cattolici e non.

Vittorio Messori

Vittorio Messori (foto VISION).

L'editore Gallucci, per esempio, ha ripubblicato nei mesi scorsi il notissimo scritto dell'ebreo Franz Werfel: Il canto di Bernadette (pp. 728, H 19,00). Quest'opera, da cui venne tratto un film che vinse 4 Oscar, era apparsa in America nel 1941 e in Italia nel 1942, giusto settant'anni fa. Werfel, originario di Praga, già scrittore affermato, era braccato dai nazisti appunto in quanto ebreo. Cercando di portarsi in America, con la sua famiglia, aveva trovato rifugio a Lourdes, rimanendovi per qualche tempo. Alla pubblicazione del libro disse: «Allora mi fu dato di conoscere la storia meravigliosa della giovinetta Bernadette. […] Feci voto che se avessi raggiunto la costa americana avrei scritto la "canzone" di Bernadette. […] Sono ebreo, ma giurai che avrei reso onore al segreto divino». Presentando questa riedizione de Il canto di Bernadette, la studiosa Lucetta Scaraffia scrive su L'Osservatore Romano (12.2.2011): «Allo scrittore ebreo di Praga dobbiamo questo romanzo… tra i più belli di soggetto cristiano di tutto il Novecento».

Brevi

«Alle mani sapienti della Vergine, prostrandomi spiritualmente…». Così Giovanni Paolo II dieci anni fa affidava a Maria il "completamento" del rosario. Con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, indiceva anche l'Anno del rosario (16.10.2002). Il Papa aggiungeva ai 15 altri 5 misteri. Quelli detti "della luce", riguardanti la vita pubblica di Gesù dal Battesimo all'Ultima Cena. E affidava la preghiera del rosario alla Madonna di Pompei. Cento anni prima, siamo nel 1901, Bartolo Longo, inaugurando la facciata del Santuario di Pompei, aveva profetizzato: «Vedremo la bianca figura del rappresentante di Cristo benedire le genti accolte in questa piazza» (Il Rosario della Nuova Pompei, n. 3, 2011).

In preparazione del centenario, i primi anni del "settenario" 2011-2017, Fatima li dedica alle apparizioni dell'Angelo. Lourdes invece, dopo aver ricordato i 150 anni delle apparizioni (1858-2008) e l'Anno di Bernadetta (1879-2009), con il 2010 ha iniziato un ciclo dedicato alla preghiera del rosario. Il Segno della Croce e il Gloria, partendo così dalla Trinità, nel 2010. Il Padre nostro nel 2011, mentre questo 2012 è dedicato all'Ave Maria e al rosario complessivamente. Il testo del Padre nostro è stato esposto nella Basilica sotterranea di san Pio X in ben 44 lingue e ogni pellegrinaggio nel 2011 è stato invitato a farne propria una frase guida.

«Fratelli, proprio tra un anno celebriamo a Milano il VII Incontro mondiale della famiglia. Affidiamo a Maria la preparazione di questo importante evento ». L'invito di Benedetto XVI è del 5 giugno 2011, l'Incontro milanese si terrà il 30.5-3.6, cioè fine maggio-inizio giugno. A Milano nel frattempo il card. Angelo Scola è succeduto al card. Dionigi Tettamanzi (foto). Così Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ricorda Tettamanzi: «Il nuovo Palazzo Lombardia, sede della Regione, era arrivato al livello del Pirellone (vecchia sede), quando invitai Tettamanzi a benedire la statua della Madonnina, copia identica di quella del Duomo e poi del Palazzo Pirelli, dove fu posta per volontà del card. Giovanni Battista Montini (futuro Paolo VI), perché voleva che la statua della Vergine fosse sempre il punto più alto della città.Tettamanzi fu entusiasta… Eravamo pochi lì in cima, ma quello fu il momento più indimenticabile » (Avvenire, 8.9.2011).

Il cardinale Dionigi Tettamanzi

Il cardinale Dionigi Tettamanzi (foto TAGLIABUE)

«Sono stati crivellati di pallottole i cinque monumenti della Divina Pastora e l'immagine della Vergine del Coromoto ». Avvenire (29.5.2011) dà notizia anche di altre "decapitazioni" e imbrattamenti di Madonne nel Venezuela. Ma, ricordando tali ricorrenti atti sacrileghi, noi italiani pensiamo a quella statua della Madonna di Lourdes buttata in strada e calpestata a Roma nelle manifestazioni del 15 novembre. Il 2011-2012 è il bicentenario dell'indipendenza (dalla Spagna) di diverse Nazioni latinoamericane. E per alcune questo ha anche un colore mariano. Come le celebrazioni civili-religiose de La Virgen de los 33, patrona dell'Uruguay o Nuestra Señora de los Angeles in Costa Rica. A Cuba sono iniziate le celebrazioni per i 400 anni del rinvenimento de La Virgen de la caritad del Cobre, il cui Santuario è descritto anche ne La montagna dalle sette balze, capolavoro di Thomas Merton.

Maltrattamenti dela Madonna di Lourdes durante le sommosse a Roma

La Madonnina maltrattata durante i fatti di Roma (Foto Ansa)

«Quando il Cardinale – l'inviato del Papa Jozef Tomko – ha fatto riferimento all'antica preghiera mariana Sub tuum praesidium, tutti hanno spontaneamente iniziato a recitarla e alla fine hanno cominciato ad applaudire. È stato il momento più commovente della giornata» (L'Osservatore Romano, 7.10.2011). Siamo in Russia, a Mosca, durante il Pontificale per i 100 anni della Cattedrale cattolica dedicata all'Immacolata. Il Sub tuum praesidium, lo ricordiamo, è la più antica invocazione a Maria (III-IV sec.): «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta».

«È la bellezza a stabilire la relazione tra chi guarda e l'opera d'arte. I pellegrini dipinti ne La Madonna dei pellegrini (o di Loreto) di Caravaggio diffondono una tale energia di preghiera che sono pari alla Madonna», scrive l'autore tedesco Martin Walser nell'opera Il preferito (Avvenire, 20.3.2010), immaginando l'incontro di un suo personaggio con il famoso dipinto. «Credere significa rendere il mondo più bello», aggiunge. Gli ha fatto eco Benedetto XVI nel suo viaggio in Germania: «Dove c'è la fede, dove c'è Dio, là c'è futuro». «La Madonna di Caravaggio è il mio altrove», scrive ancora Walser. «Credere in lei è più facile». Espressioni queste che ricordano Vasilij Grossman davanti alla Madonna Sistina di Raffaello.

La Madonna di Loreto (foto © 2011. FOTO SCALA, FIRENZE)

«Durante una delle sue visite alla Santa Casa disse che il progresso scientifico un giorno, forse, ci avrebbe dato la possibilità di ascoltare le parole e i colloqui tra Gesù, Maria e Giuseppe, rimasti registrati negli atomi delle pietre della Santa Casa di Nazaret ». Fantascienza? Sono affermazioni, queste, attribuite al grande Enrico Medi, scienziato, vicepresidente dell'Euratom, oratore, innamorato di Maria e di cui, nel centenario della nascita (1911-1971), è in atto la causa di beatificazione. «Lasciamo nelle sue mani (di Maria) la libertà di tessere la tela del mondo», ci dice Medi. «Essa che legge negli occhi di Dio, saprà trarre per noi il più meraviglioso disegno d'amore e di gioia» (Il Messaggio… Loreto, n. 4/2011).

Enrico Medi

Enrico Medi

«L'immagine di Nostra Signora Aparecida, patrona del Brasile, che compare sulla scritta "Brasilia 2012", invoca l'intercessione della Vergine sui partecipanti dell'XI Raduno internazionale», leggiamo nella illustrazione del logo di questo incontro mondiale delle Equipes Notre-Dame (End). Schematizzato, il logo presenta una barca con pescatori che sollevano una rete contenente la statua della Vergine Aparecida. Il ritrovamento avvenne nel 1717. Le Equipes, noto movimento mariano per la famiglia, fu fondato nel 1947 e si ispira al grande abbé Caffarel, che operava in Francia negli anni '20-30. Scopo è «portare le coppie a vivere in pienezza il Sacramento del matrimonio » (da webmaster@equipes-notredame.it – 10122 Torino, via San Domenico, 45).